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Nel  periodo più terribile dell’anno – niente partite – le occasioni di conforto almeno non si fanno desiderare.
Prima e determinante: Patrizia Testa con le redini saldamente in mano, la sua passione biancoblù che  ci rafforza nella fiducia per il futuro. E la passione mica litiga con la concretezza, anzi ha un feeling fortissimo: ecco il secondo premio di consolazione, la nomina di Salvatore Asmini.
Due carte importanti per ricominciare a giocare sul tavolo di incertezza che ha creato – anche – la scorsa desolante stagione. Eppure c’è altro ancora.
Basta essere nel cortile di una scuola per la festa di fine anno, in tutt’altro immersi: la gioia dei bimbi, i genitori che stanno al gioco e un’allegra confusione. Basta trovarsi lì ed essere avvicinati da un papà. Che parlotta e poi ti rivolge l’unica domanda che gli stia veramente a cuore: ma la Pro? Quindi ti confida, con un sorriso d’orgoglio: il mio ragazzo veste i colori biancoblù.
E pensi che in fondo sia tutto lì: emozionarsi ancora per i nostri colori, portarli con un orgoglio di fanciullo e volerci crescere dentro, con la tua famiglia. Sembra un discorso del passato, ci hanno abituati a disincarnare questo nostro calcio e farlo apparire sempre più lontano.
Ma non è così.
Siamo grati a Patrizia Testa, ad Asmini, a tutti coloro che daranno ogni energia per costruire il futuro della nostra Pro Patria. Ma anche a ogni ragazzino che vi tirerà i primi calci e a ogni padre e ogni madre che ne andranno fieri: anche questo è il miracolo biancoblù che si rinnova, più forte di ogni ostacolo e delusione.
Marilena Lualdi
Giornalista de “La Provincia”

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