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Game over di un assurdo e immenso show che ha umiliato i nostri colori. Un gioco andato subito in tilt perché per giocare occorre il gettone che costa più dello sconto del barista. Game over delle dichiarazioni stucchevoli di un allenatore chiamato a Busto solo per questioni di patente che ha ottenuto “zero tituli”, nonostante cercasse ogni volta di far credere che fosse quella giusta. E, a proposito di patenti, che dire di quanto scritto dal nostro Simone Merlotti nella chiacchierata con Bratti, il vigile urbano prestato al calcio. Sentite quanto riportato da Simone : Durante l’allenamento faccio una chiacchierata con Bratti. Ripercorriamo la stagione con malinconia. Concordo con lui che la dirigenza sul piano “monetario” ha dato quello che poteva senza cadere in “crack” pericolosi come altre squadre hanno fatto anni prima. Parliamo della futura lega Pro e scopro che le condizioni bancarie di molti team sono davvero penose. Alcune anche se salve, probabilmente vivranno un estate “caldissima” sul piano dell’iscrizione. Altre invece oltre che retrocesse hanno indebitamenti pari ad una manovra finanziaria”. Non sappiamo cosa la dirigenza abbia dato, sicuramente sappiamo quanto ha preso in termini di contributi per la legge Melandri. Speriamo vivamente che la dirigenza abbia dato quanto presumiamo, ossia poco/niente. Diversamente, sarebbe davvero il trionfo della fantascienza. Se si fossero messi soldi per vincere una gara e perderne ventisei sarebbe davvero tragico, anzi comico. No, non crediamo sia così, pensiamo che Patrizia Testa abbia messo quel che poteva per i vari Ferri e Santana e che per il resto si sia tirato a campare con i contributi della Lega. Ovvio che in questo modo non si cada in “crack” finanziari. Ma, le società virtuose sono ben altre. Ossia, quelle che pur non cadendo nel crack riescono a portare a casa la pelle a fine campionato. Il Renate, ad esempio, che a fine girone di andata aveva tre punti in più della Pro Patria e ora vede la salvezza grazie ad un mercato intelligente e competente. Avere un bilancio a posto retrocedendo come è retrocessa la Pro Patria non crediamo sia un esempio di cui vantarsi, anzi servirebbe solo vergognarsi. L’obiettivo è facilmente raggiungibile da chiunque, anche da un qualsiasi tifoso. Ci sarebbe solo il problema della fidejussione, ma, forse, basterebbe essere amici di quello giusto per saltarlo a piè pari. Il bilancio della Pro Patria è pubblico, per cui chi è arrivato sapeva quanto sarebbe costato per arrivare almeno ai play out: un milione circa. Con meno retrocedi subito, con molto meno fai la figura che è stata fatta. Delle due l’una, o il bilancio non è stato letto, oppure non è stato capito. O, presumibilmente, era tutto chiaro e si è deciso di far legna con quello che (non)c’era. Ripetiamo quanto detto in un precedente post, la legge Melandri deve avviare i giovani allo sport, ma non avviare processi societari senza fondamenta economiche proprie. La legge Melandri dovrebbe premiare i migliori in campo e fuori e non indistintamente chi ha il merito di avere scritto sulla carta di identità una anno di nascita “in linea” con la normativa. La Pro Patria prenderà contributi, ossia soldi pubblici, per essere stata virtuosa nello schierare dei giovani. Davvero un successone visti i risultati! Chi farà carriera dei giovani schierati? Pochissimi, ci vengono in mente La Gorga, Douglas e basta. Di quelli visti, ovviamente, considerando che qualcuno, come il portiere Zanotti è stato schierato per una sola gara. E pensare che tra La Gorga, Deealija e Monzani (ottimo esordio ieri)il ruolo sembrava super coperto. Misteri del calcio moderno.E adesso? Per intanto fari puntati sul possibile (difficile)sbarco di Vavassori a Varese con qualcuno pronto ad abbonarsi ai biancorossi in caso di arrivo confermato. I paladini del patron dopo la delusione incassata in quel di Reggio con la ritirata delle truppe di occupazione dal territorio regio, sperano e sono convinti che a Varese sarà un’altra storia, gli oppositori, invece, gongolano certi che i biancorossi subiranno identica sorte di Pro Patria e Reggiana. Insomma, ci si distrare con il gossip in attesa che i protagonisti di questo immenso show tolgano le tende da Busto. Poi, forse, Patrizia Testa potrà prendere in mano le redini della società con un progetto degno di tale nome.

Flavio Vergani

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