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Gran tifoso biancoblù e politico galantuomo
Angelo Borri era il capo carismatico di quei tifosi che, in occasione delle partite casalinghe della Pro Patria, si ritrovavano in buon anticipo sugli spalti dello Stadio di via Ca’ Bianca, vigili, attenti a percepire le ultime nuove sui biancoblù che dovevano scendere in campo. Si sistemava a centrocampo, agitava un bandierone a larghe strisce, incitava i Tigrotti all'assalto tanto da invogliare, nel mese di maggio 1949, Angiulèn Turconi a sparare da oltre 30 metri due tremende bordate, finite alle spalle del portiere del Milan, sconfitto per 3 a 2. Era ben visto, nonostante inevitabili solerti punzecchiature, dai dirigenti della Pro Patria. Partecipava alle Assemblee dei soci, caratterizzate da calor bianco dall'inizio sino alla fine. Entrava accalorato nel vivo delle roventi discussioni, cercò di porre fine alla diatriba sorta tra i detrattori del presidente Cerana, accusato di manica larga nella gestione della vicenda dell'asso magiaro Kubala, ed i consiglieri in carica. Gli andò storta: ci rimase male, accusandosi di massima ingenuità.
 
Nel '55, deluso dalle vicende biancoblù, riprese a frequentare l'Oratorio di Sant'Edoardo, accolse l'invito dell'Assistente Ecclesiastico Don Valerio Sosio e, dopo breve chiacchierata, fondò l'Ardor, con il preciso intendimento di valorizzare i giovani calciatori dell'Oratorio e non lasciarli andare altrove.
Nell'arco degli anni l'Ardor crebbe gradualmente, sfornò decine di giocatori validi, non semplici comprimari, buon ultimo Michelino Ferri, captato dal Milan, migliorato sensibilmente non solo sui fondamentali del gioco del calcio, spedito, con profitto, in massime compagini di serie A. Dopo sessant'anni l'Ardor prosegue con riscontri positivi nella crescita non solo sportiva dei giovani dell'Oratorio, in ossequio a precisi dettami dei fondatori. Angelo Borri nel'60 si avvicinò al mondo politico, superò difficoltà contingenti con determinazione e massima trasparenza tanto da essere eletto negli anni '80 Sindaco della Città di Busto Arsizio. Ѐ stato il Sindaco buono, attento alle esigenze dei più deboli, onesto, trasparente, pronto al dialogo con l'opposizione, paladino di quella formazione culturale che nei tempi ha gettato le basi per far divenire la nostra Città Busti Grandi.
 
Giorgio Giacomelli




 
                                
 
 

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