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 Ma non fu così                       
                 
Nel marzo 1949 la notizia che Laszlo Kubala (Budapest 1927-Barcellona 17-5-2002), mezz’ala dal fisico possente, dotato di ottima tecnica, ossia uno dei meglio d'allora in Europa, aveva buone possibilità di essere ingaggiato dalla Pro Patria, suscitò il lapalissiano commento “Kubàla che bàla” dei non limitati, bastian contrari , operativi anche allora in Bùsti Grandi.
 
Kubala, superato rocambolescamente il confine con l'Austria, arrivò a Zurigo. Venne accolto dal dirigente biancoblù Gilberto Pozzi, portato a Busto e presentato agli sportivi bustesi nell'intervallo della partita vinta dalla Pro Patria sul Padova per 3 a 1.
La Pro Patria, inoltrata richiesta di transfert al Vasas di Budapest, società di appartenenza di Kubala, ricevette secco diniego in quanto l'asso magiaro era stato squalificato a vita dalla FIFA, dietro richiesta, appunto, della squadra ungherese.
 
La BARAONDA ed. 1949, rivista satirica pubblicata a Busto da brillanti cari amici ormai tutti scomparsi, riservò una ironica pagina all'argomento, a mò di telegrammi, ovviamente sanamente inventati, intercorsi tra la Federazione Magiara e la Pro Patria: “MILIONI INSUFFICIENTI. STOP. INVIANDO IMPASTATRICE PENSOTTI ASSICURIAMOVI NULLA OSTA Federazione Magiara”
“ANCHE IMPASTATRICE INSUFFICIENTE STOP… ULTERIORI DIFFICOLTÀ FRAPPONGOSI OTTENIMENTO NULLA OSTA Federazione Magiara”
“EST PERFETTAMENTE SUPERFLUO FORMULARE ALTRE PROPOSTE PERCHÉ COL CACCHIO NULLA OSTA AVRETE. Federazione Magiara”.
 
Nei fatti, Kubala  rimaste a Busto per un anno a spese della Pro Patria. Poi passò al Barcellona, grazie alle capacità dell'astuto dirigente azulgrana Samitier, abile nel giostrare tra le alte sfere della FIFA, far revocare la squalifica a vita, naturalizzare Kubala e tesserarlo come cittadino spagnolo.
Nel '49 l'Ungheria faceva parte del blocco sovietico, l'Italia era gestita da un governo democratico, la Spagna assoggettata alla dittatura del Generalissimo Franco, capo indiscusso della Falange Spagnola che nel corso della Guerra Civile Spagnola (1936-1939) aveva fatto fuori centinaia di migliaia di rossi per fare limpieza econquistare il potere. Kubala fuggì da una dittatura di sinistra e approdò a una di destra: nella democratica Busto rimasero con il naso all'insù ad ascoltare il rintocco dell'orologio di San Giovanni.
 
Giorgio Giacomelli

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