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La Pro Patria si congeda dal proprio pubblico perdendo per tre a zero contro il Mantova. Fin qui nessuna novità visto l’andamento della squadra che nel 2016 non ha ancora vinto una partita. Ma, il finale è davvero sorprendente e la tragedia si trasforma in comica quando, a fine partita, il preparatore atletico attraversa il campo per raggiungere i tifosi dei distinti per dire loro che lui a fine stagione se ne andrà. Una notiziona che a dir la verità non ha lasciato nessuno con l’amaro in bocca, visto che i tigrotti, o meglio, i pigrotti (esclusi i soliti casi)non hanno certamente dimostrato brillantezza atletica per tutto il campionato. Finiti gli alibi della preparazione ritardata si è caduti nell’opacità atletica per le troppe ferie natalizie e poi per quelle pasquali. Per cui, che il preparatore atletico minacci di andarsene non è certamente un fatto che non fa dormire di notte la tifoseria. Anzi, si spera che con lui se ne vadano in molti, dal presidente Nitti in giù. Compreso “Mister ottimismo” che dopo aver fatto credere alla tifoseria che avrebbe vinto le ultime tre partite e schierato sempre la miglior formazione, è riuscito a perderne due su due schierando un undici imbarazzante. In tribuna abbiamo parlato con Mario Santana complimentandoci con lui per lo spirito con il quale ha interpretato la sua militanza in bianco blu. Gli abbiamo anche detto :” a 34 anni sei sempre stato il primo a lanciarti in pressing sull’avversario e questo ci ha commossi”. La sua risposta è stata semplice quanto vera:” Questo è il calcio…”. Probabilmente questo concetto semplice ed elementare non è del tutto noto a qualche giocatore della Pro Patria, visti i risultati e il modo con il quale si è affrontato il campionato. Di fronte a spalti semi vuoti con i pochi che hanno onorato la militanza dopo aver assunto una forte dose di anti nausea si è assistito ad uno spettacolo vomitevole con ombre di fantasmi in campo che tentavano di dare l’impressione di tenere alla maglia e di volerla onorare. Uno spettacolo mai visto negli ultimi cinquant’anni che ha umiliato i nostri colori. Ora, rimane solo la speranza che in campo e fuori in molti si facciano da parte e che qualcuno si decida ad aiutare Patrizia Testa. Una donna coraggiosa che paga sulla sua pelle l’errore di essersi fidata di campioni del mondo e di opinionisti televisivi che definivano campioni i vari Sampietro, Degeri, Vettraino e compagnia cantante. Un errore che l’ha trascinata nel girone dei dannati senza aver colpe specifiche. Forse, sarebbe servita una presa di posizione precisa fin da subito per dissociarsi dalla politica della maggioranza. I tifosi hanno manifestato, seppur timidamente, dubbi su persone e scelte riconducibili alla maggioranza societaria, ma per non ferire Patrizia Testa hanno sempre mantenuto una linea soft che alla fine non ha pagato. Forse, gli unici che ne hanno beneficiato sono proprio le persone che questa strategia l’hanno voluta e che hanno trovato campo aperto nel realizzarla grazie ad una piazza anestetizzata dall’effetto Testa”. Forse, anzi sicuramente, sarebbe il caso che la legge Melandri non premi con i contributi le società che schierano i giovani a prescindere, ma solo quelle che lo fanno in modo virtuoso, ossia con risultati di un certo tipo in termini di classifica. La legge Melandri ha come scopo principale l’avviamento allo sport dei giovani, ma questo non significa, a nostro parere, avviare tutti e comunque allo sport. Chi non ne ha le capacità può sempre avviarsi all’ufficio collocamento per trovare un avviamento al lavoro, quello vero. Pensare di ricevere contributi per molti dei giovani visti ( o non visti)quest’anno ci fa chiedere quanto sia corretta e costruttiva questa politica che, non dimentichiamo, utilizza soldi pubblici. In pratica, il presidente Nitti ha beneficiato di un po’ dei nostri soldi per ottenere questa retrocessione imbarazzante. Oltre il danno, la beffa. E’ corretto tutto questo?

Flavio Vergani

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