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In attesa di ulteriori novità sul futuro della Pro Patria (e fino ad ora non ci possiamo lamentare, anzi … ) e di quella di rivedere sul campo da gioco giocatori degni di questa maglia, l’appassionato di calcio si starà gustando gli Europei in corso.

Il tifoso della Pro Patria, oltre a tifare per l’Italia (senza dimenticare anche quegli stranieri, magari trapiantati a Busto, che si sono appassionati alla nostra squadra), ha un occhio di riguardo per la nazionale dell’Albania che, come tutti sappiamo, vede come vice di De Biasi il nostro Paolo Tramezzani che, seppur ha appeso gli scarpini al chiodo, non è mai andato via dai nostri cuori.

Il mio parlare dell’Albania qui oggi, oltre che per Paolo, è presto spiegato; la prova espressa nella seconda partita dalla piccola nazionale balcanica contro la corazzata francese, oltre a ricordarmi la biblica sfida Davide contro Golia, ha fatto vedere sul campo un’Albania che ha dato tutto in campo, finendo sfinita ma senza rimproverarsi nulla nonostante la sconfitta, ricevendo da tutti solo applausi. Ebbene il carattere e il cuore messo in campo dagli albanesi mi ha ricordato quello “spirito tigrotto” che quest’anno non è mai stato messo in campo da chi (indegnamente) ha vestito la nostra maglia. L’Albania infatti, non partendo sconfitta, ha lottato su ogni palla, non ha mollato un centimetro agli avversari e solo la sfortuna non le ha permesso di passare in vantaggio, fermata solo da un palo infame.

Mi piace pensare che quello spirito visto in campo sia in parte derivato dal contributo del nostro Paolo che, già guerriero di suo, ha forgiato, plasmato e trovato compimento di quel suo spirito gladiatorio qui a Busto, dove il carattere messo in campo, quello che ci fece chiamare tigri, ci ha resi famosi in tutta Italia. Senza nulla togliere allo spirito indomito albanese, mi perdonino questi se, romanticamente, mi piace pensare che, magari anche in piccola parte, abbiamo anche noi contribuito alle loro fortune tramite il nostro “figlio prediletto”. L’auspicio è che in futuro questo spirito, per rivederlo, basti andare “all’origine”, e cioè ogni qual volta si vada a vedere una partita della Pro.

L’altro giorno il nostro Flavio ha parlato di brand della Pro Patria da rilanciare, e quale miglior “marchio di fabbrica” da esportare se non il nostro carattere? Sta però a chi vestirà in futuro i nostri colori rilanciare quest’immagine offuscata in questi anni.

Infine una cosa mi ha insegnato la partita dell’Albania con la Francia; non sempre chi esce vittorioso dal campo è quello che il tabellino fa risultare vincente. Certo, nel calcio conta solo il risultato ma, secondo me, c’è vittoria e “vittoria”: forse è quello che non si è compreso nel recentissimo passato da chi ha vestito questa maglia!

Forza Pro, forza Paolo!

ANDREA D’EMILIO

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