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Patrizia Testa fa sapere che lei c’è, ma gli altri no. Tranne uno, la cui identità è tenuta segreta, anche se basta fare uno più uno per capire di chi si tratta. Passa il tempo, cambiano le proprietà senza che cambi la realtà. Sembra che a Busto si arrivi al massimo a uno, che è poco, ma due sembrano essere troppi. Da capire il motivo per cui non decolli un team di dirigenti rimanendo sempre e solo alle gestioni solitarie. Durante le crisi societarie abbiamo sentito spesso dichiarare da parte dei tifosi che “se va via questo, non arriva più nessuno…”, un timore che ha spesso ha fatto accettare il “piuttosto” per la paura del “niente”.In realtà, uno o una è sempre arrivato e la storia della Pro Patria potuta proseguire. Da capire il motivo per cui non si riesca ad averne due o più utili alla causa. Quando c’erano i Tesoro, Vavassori curava il settore giovanile della Pro Patria, senza però supportare la gestione societaria di prima fascia, Poi, arrivò Vavassori, ma senza i Tesoro, mentre Patrizia Testa era tra il pubblico. Via Vavassori, ecco Patrizia Testa che ha tra le sue qualità e virtù quella di essere stata in grado di avere feeling con il patron tanto da averne pubblico elogio dall’uomo della ItalSempione. Ma, anche in questo caso non è bastato per avere due guide al comando. Sembra che la presenza di uno escluda l’altro, questo sarebbe normale se la dirigenza decidesse di far da sé, ma vista la costante ricerca di aiuti sorge spontanea la domanda: perché uno va e l’altro viene senza che mai rimangano in due? Il 2 Maggio della scorso anno pubblicammo quanto sotto. Si parla di una famiglia seria, appassionata e ancora vicina alla Pro Patria con presenza assidua di elementi della famiglia fino all’ultima giornata dello scorso anno. La disponibilità sembrava totale in presenza di altri compagni di avventura. Domanda: con una persona seria come Patrizia Testa perché non unirsi per conquistare un sogno? Ovviamente, vale per tutte le persone serie (e ce ne sono molte) che potrebbero con poco aiutare molto. Se prima ci si appellava a mille scuse, alcune persino pertinenti, ora le giustificazioni stanno a zero. Dirigenza e staff sono top quality, il progetto serio. Fatevi avanti

Flavio Vergani
 
PUBBLICATO IL 2 MAGGIO 2015

L’intervista di Roberto Vender, ex patron della Pro Patria, rilasciata alla “Provincia di Varese”, da una parte alimenta una speranza, dall’altra celebra un rimpianto. Sentite cosa risponde Roberto Vender a precisa domanda di Giovanni Toia, giornalista del quotidiano varesino:
È possibile un suo ritorno?
 È possibile un suo ritorno?  

 "In questi anni non ho più sentito nessuno. Nessuno mi ha interpellato".

 

 Questa si che è una notizia sensazionale: vorrebbe dire che se qualcuno l’avesse chiamata lei È possibile un suo ritorno?   

 "Per natura non ho mai chiuso la porta a nessuno. Se qualcuno mi avesse interpellato, avrei ascoltato quanto aveva da dire sulla Pro Patria. E se adesso qualcun altro ha una sua proposta, ci sediamo al tavolo e discutiamo il progetto. Diciamo che non ho pregiudizi".

 

 Voglia di calcio o nostalgia della Pro Patria?  

 Faccio una precisazione per non alimentare illusioni o interpretazioni un po’ troppo allargate. I tempi sono diversi da quando ero alla Pro Patria; la crisi economica ha cambiato molte cose ed anche diverse prospettive nel mondo del lavoro ed anche in quello del calcio. Ciò non vuol dire che non sia disposto a prendere in esame una proposta per un lavoro comune con altre persone. Non è più il tempo di fare pazzie e quindi di andare da soli nel calcio come abbiamo fatto come famiglia. Con altre persone che hanno un progetto serio, valuterei”.

 

Di Vender ne parlammo a patron Vavassori tempo fa, ci rispose che la pista era già stata esplorata, senza successo. Qui invece leggiamo che c'era disponibilità a sedersi ad un tavolo. Che dire, forse tutta questa voglia di condividere la leadership societaria non c’è mai stata, tenendo anche conto di come è finita con Zaro.

Adesso, quello che conta è il futuro e accanto alle possibili opzioni che da tempo circolano in città provenienti da fonti più che attendibili e delle quali vi abbiamo giù riferito, spunta anche questa bella disponibilità di un amico della Pro Patria da sempre.

Se son rose fioriranno, certo è che Vender potrebbe garantire non una, ma dieci fidejussioni, per cui, crediamo che questa volta l’ostacolo primario sia del tutto superabile.

Volere è potere, sempre ammesso che si voglia.

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