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Niente Lega Pro, sarà Serie D. Questo il verdetto del Collegio di Garanzia che ha rigettato il ricorso presentato dalla Pro Patria sull'illegittimità della tassa a fondo perduto di 250mila euro e soprattutto sulla distinzione fra responsabilità diretta ed indiretta come criterio di preclusione alla possibilità di ripescaggio.

L’unica nota positiva di tutta questa situazione è il fatto che, con la certezza della categoria, i nostri operatori di mercato avranno il “criterio” con cui completare la rosa che ieri, seppur sempre calcio estivo, ha ben figurato nella sua prima amichevole vincendo per 7 a 1.

Dispiace invece che questa decisione colpisca chi guida attualmente la Pro che vede pagata una situazione in cui non c’entra nulla. Se vale il detto “non è giusto che i figli paghino le colpe dei padri” vale quindi quanto ho prima affermato. Vale anche il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire” dato che è oramai da un anno che facciamo questa battaglia, con la voce diventata nel tempo sempre più secca a furia di gridare, su responsabilità diretta ed indiretta senza che si sia arrivati ad una vera decisione (vi ricordate le ondivaghe penalizzazioni della scorsa stagione?). Dispiace poi vedere come stanno andando tutte le cose in materia di criteri di “ripescaggio” che, a parer mio, mi sembra varino un po’ come il tempo di questi giorni. Tralasciando poi il fatto che questo nuovo establishment calcistico si era dichiarato “riformista” ma alla prova dei fatti si sta rivelando sempre più “conservatore” e che distribuisce sentenze “morali” come se fossero senza macchia.

Dico infine a tutti di non abbattersi; certo questa decisione lascia l’amaro in bocca, perché ci credevamo, ma invece di abbatterci traiamo forza e orgoglio da cui ripartire conquistando sul campo quello che non ci è stato dato e di cui avevamo diritto. Abbiamo però sopratutto la dignità di non essere ricorsi ad ogni tipo di mezzo pur di essere riammessi in categoria come invece altri hanno fatto. La dignità non sempre “riempie il piatto” ma credetemi che alla lunga paga.

Sempre forza Pro!

ANDREA D’EMILIO

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