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Giugno 2009 la Pro Patria è praticamente in serie B, poi fa un passo indietro e perde il play off. Da quel momento in poi seguono : una retrocessione con Tesoro, una mancata promozione dalla C2 alla C1 con il passo indietro di Salò, un esaltante salvezza ( o una mancata promozione?),una vera promozione con Vavassori, seguite da una mancata retrocessione per merito di una campionato che non prevedeva retrocessioni, una retrocessione vera evitata grazie a un nauseante ripescaggio avvenuto dopo la vicende del calcioscommesse e, finalmente, una retrocessione vera che ieri è stata certificata dopo che l’ennesimo ricorso è stato respinto. E’ finalmente serie D, l’impresa che sembrava impossibile è stata centrata grazie alle competenze di un campione del mondo che ha allestito una vera e propria corazzata del girone alla quale nessuno ha resistito. Ci hanno provato in molti ad arrivare dietro la Pro Patria, ma nessuno ci è riuscito visto che la coppia Collovati-Nitti ha fatto il possibile e l’impossibile per dare finalmente una gioia alla tifoseria che da anni si vedeva sfilata dalle tasche la retrocessione tramite ricorsi, ripescaggi e riammissioni. Un ringraziamento sentito a chi con impegno e lungimiranza è riuscito a portare a Busto lo squadrone perfetto per centrare tutti i record (negativi)della storia della Pro Patria, riuscendo a vincere la sfida con i predecessori. Una stagione indimenticabile che fino a ieri rischiava di essere rovinata da un ricorso che avrebbe tolto gloria ai paladini di questa fantastica cavalcata perdente. La classe non è acqua e l’esperienza derivante dall’attività di opinionista ha reso possibile il miracolo, non era semplice pescare il peggio sul mercato e portarlo tutto a Busto, ma grazie a conoscenza e competenza tutto è stato possibile fino al trionfo finale. Finalmente è serie D ed è un peccato che i protagonisti di questo successo si siano defilati rinunciando a gustare la gioia della categoria. Collovati ha tolto il disturbo fin da subito, mentre l’ex presidente Nitti solo recentemente, lasciando alla sola Patrizia Testa l’onere di presiedere la società nella favolosa categoria ereditata. Il capolavoro è terminato, la firma è stata messa, cala il sipario e gli artisti protagonisti scompaiono dalla scena. Ora, si riavvolge il nastro e da domani sarà un altro film. Finalmente con attori locali, anche se servirebbe qualche produttore e qualche sponsor in più da mettere sotto la locandina, giusto per non continuare a vedere la replica dello stesso lungometraggio  titolato “Il tempo delle promesse non mantenute”. Tornare in Lega Pro non sarà per nulla facile e scontato, ma fare calcio seriamente in una città come Busto non può e non deve essere impossibile. Da oggi si riparte con un nuovo progetto e con nuove persone tutte perbene che faranno il loro lavoro con passione e dedizione. Da qui occorre ricominciare e questo è il vero valore del presente. I presidenti arrivati per andarsene sono finalmente lontani, adesso c'è chi è arrivata per rimanere. L'errore da non commettere sarà quello di lasciarla sola, di aspettarsi tutto da lei, di pretendere l'impossibile o  il tutto e subito. Servirà iniziare a camminare insieme per poi imparare a correre.


Flavio Vergani

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