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Sembrava ieri che si concludeva una delle stagioni più brutte e ingloriose di tutta la storia della Pro Patria che, storicamente, potremmo paragonare alla campagna di Napoleone in Russia, rischiando però di finire nella querela da parte dei discendenti del generale francese per il paragone.

Da allora molte cose sono cambiate, molte “facce” nuove sono arrivate e molte “sgradite” se ne sono andate da Busto, nella speranza che questa sia la stagione in cui si toglierà la polvere e il fango che hanno lordato i nostri simboli e la nostra storia. Una parola mi anima in queste ore prima dell’inizio del nuovo corso, e cioè “finalmente” perché non vedo l’ora di ripartire per cancellare il recente passato, anche perché le premesse da cui ripartire mi sembrano più che buone. Io ho individuato tre grandi pilastri su cui questa nuova e rinnovata Pro Patria poggia e dovrà poggiare anche in futuro:

1. Patrizia Testa, il pilastro “portante” di questa nuova Pro Patria. Solitamente non mi piace fare nomi e cognomi ma sarei altrettanto ipocrita questa volta a non farlo. Una persona che definirei “straordinariamente concreta”, che non parla per metafore ma dice quello che pensa. Si deve a lei infatti questa nuova primavera bustocca; è la base da cui stiamo ripartendo, è quella “persona del fare” che auspicavamo per la Pro dopo tanti “parolieri”. Spero che l’amore che ha dimostrato per questi colori le sia ripagato trovando sul suo cammino persone altrettanto serie e motivate nell’aiutarla a fare grande questa Pro Patria, diventando pure un modello da esportare in altre realtà;

2. Mario Alberto Santana, il secondo pilastro sui cui dovrebbe poggiarsi la nuova Pro Patria, il pilastro “portante” nella squadra. E’ di queste ore la notizia del trovato accordo tra il campione argentino e la Pro, uno dei pochi giocatori che l’anno trascorso ha onorato la maglia. Sarà lui il faro della nuova compagine che la società sta costruendo e starà nei ragazzi più giovani che si uniranno alla truppa prendere esempio da lui per bravura, professionalità e attaccamento alla maglia. Da qui anche la proposta di dare a lui la fascia da capitano; se la mente non m’inganna (correggetemi se sbaglio) se così sarà, sarà il primo capitano straniero nella storia della Pro. Un onore e una responsabilità che le spalle del “tanguero” argentino sapranno ben reggere;

3. infine, e non ultima, la tifoseria; il nostro compito sarò quello di supportare in primis la società anche nei momenti più difficili, sostenendola poi a seconda delle nostre possibilità. E poi la squadra; ai nuovi arrivati però rammento che ormai a Busto l’epoca delle promesse è finita, vogliamo i fatti. Non faremo più l’errore di dare infinita fiducia a chi promette ma poi non ripaga in campo. Tifo che poi spero sia finalmente unito senza più distinguo di ogni genere.

Tre semplici pilastri che, se costruiti e sostenuti adeguatamente, potranno solo portare gioie ad un popolo bustocco che, in quanto gioie, è ai minimi storici. Nella speranza poi che l’intera Busto torni a seguire, a supportare e  rinnamorarsi della sua squadra …

Forza Pro e buona stagione a tutti!

ANDREA D’EMILIO

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