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Francesco Giorno
L’appuntamento è da "Mimmo due",nell’ex covo dei tigrotti dove è appesa la foto di Polverini con Cerci e dove i titolari snocciolano i nomi degli ex biancoblù con grande conoscenza e competenza. Francesco Giorno  è persona squisita, un ragazzo perbene, bello fuori e profondo dentro e, seppur con stile ed eleganza, da quello che racconta si capisce che ha molto da dire per quanto gli è capitato circa un anno fa. Fatti che lo hanno colpito e ferito nel profondo dell’anima e la cicatrice fatica a rimarginarsi, anche se oggi quel ragazzo è diventato un uomo più forte in campo e fuori. Dice Francesco: “Ricordo che arrivai allo stadio e il presidente Nitti consultò una lista di nomi e mi disse che non ero compreso, per cui avrei dovuto cercarmi un’altra squadra. Rimasi attonito, chiesi spiegazioni ma Nitti mi disse di parlare con Collovati che  però era costantemente al telefono e non mi diede l’impressione di voler chiarire oltremodo. Ricordo che tornai a casa con un groppo in gola, un magone infinito e una profonda delusione. Non tanto per il taglio tecnico che può starci nel nostro mondo, ma per il fatto che Collovati non mi conosceva, non mi aveva mai visto giocare, per cui non comprendevo i motivi per i quali venivo allontanato. Ricordo che anche Marco Taino subì la mia stessa sorte, anche se successivamente tornai allo Speroni per avere un chiarimento a riguardo di quella decisione e seppi che lui fu reintegrato in rosa dopo specifica richiesta. Io non me la sentii di chiedere a Patrizia Testa di tenermi a Busto dopo essermi sentito escluso e decisi di andare via”. Per la serie non tutti i mali vengono per nuocere, vero Francesco? “ Qualche tempo dopo Collovati mi chiamò scusandosi  per l’accaduto, mi disse che non sapeva che ero da tempo a Busto e che avrebbe tenuto in considerazione il mio nome per eventuali esigenze future. Era metà settembre, le squadre tutte fatte, ma grazie al mio procuratore trovai sistemazione a Pesaro. Una squadra di serie D penultima in classifica dove venni accolto a braccia aperte. Ho anche favorito l’arrivo di Falomi grazie ad una mia buona recensione fatta alla proprietà e da lì iniziò un anno denso di soddisfazioni. Falomi con la sua attenzione agli aspetti nutrizionali mi ha maturato anche sotto questo profilo.
Grande soddisfazione per la salvezza ottenuta con molte giornate di anticipo e grande affetto dei tifosi locali nei mie confronti  che mi hanno fatto un mondo di bene”. Una maturazione fuori e dentro il campo, vero?” Certamente, non ero mai stato lontano da casa e devo dire che mi sento molto maturato come calciatore e come uomo. Ed ecco l’attenzione di molti procuratori nei tuoi confronti, insomma partita vinta. su tutti i fronti. In effetti le prestazioni in campo sono state ottime e per me ci sono state attenzioni di Fano, Novara, Lucchese e Casertana. Fano, con mister Cusatis sarebbe stata una destinazione gradita, ma non potevo tradire il pubblico di Pesaro che vive una accesa rivalità con Fano. Per cui, alla fine mi va bene qualsiasi altra soluzione, l’importante è tornare  a  giocare in Lega Pro". Ti senti ancora con i compagni di un tempo? “Si certo, li sento un po’ tutti e sempre parliamo di quel maledetto play out che abbiamo perso con il Lumezzane. Se non ci fosse stato  lo scandalo del calcioscommesse lo avremmo vinto. Mister Montanari aveva ricostruito lo spogliatoio, ci aveva dato gioco e convinzione, non potevamo perdere quello spareggio. Quanto ancora brucia quella sconfitta”. A Busto, ti hanno cercato per il prossimo anno? "Non ho sentito più nessuno, mi è capitato di incontrare casualmente Patrizia Testa in un 'occasione, ma non ci siamo parlati. Mi è molto spiaciuto dover andare via, soprattutto per il modo con il quale sono stato allontanato, ma ormai il passato è passato. Il mio anno di purgatorio me lo sono fatto e alla fine ha avuto ragione il mio procuratore che mi ha subito detto che avrei dovuto andare via da Busto per una serie di ragioni. Adesso, eccomi pronto per il ritorno in Lega Pro e di questo sono molto felice". Notizia di oggi è che Francesco Giorno raggiunge Luca Giannone alla Casertana centrando il suo sogno di tornare in Lega Pro. Non con le solite scorciatoie, ormai diffuse in questa categoria, non con le raccomandazioni  di mamma e papà facoltosi , ma con pieno merito e grazie alla sua volontà di sacrificarsi lontano da Busto per garantirsi un futuro. A Francesco l’augurio di  continuare e vivere il suo sogno trasformandolo ogni giorno in una realtà. Purtroppo, nella vita capita di dover essere giudicati  negativamente da chi crede di avere la patente di esperto solo per aver vinto un gran premio di formula uno o per il fatto di fregiarsi del titolo di opinionista di qualche televisione a bassa audience. Ma, alla fine, i valori emergono sempre e così  Giorno torna in Lega Pro, mentre la Pro Patria è in serie D grazie a queste presunte competenze tecniche che hanno  portato a Busto il peggio degli ultimi cinquant’anni di storia. Francesco, non ti guardar di loro e prosegui  la tua strada, d’altra parte “nessuno è profeta in patria e questo è noto da sempre e non certamente da e per un “Giorno”.
Flavio Vergani


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