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Pro Patria che passa il turno di Coppa Italia in quel di Caravaggio dove i locali svengono sconfitti per 7-6 ai calci di rigore dopo che, nei tempi regolamentari, era finita 2 a 2 con reti di Pedone e di Mauri, con la Pro per due volte in vantaggio e recuperata entrambe le volte. Ci sarà da lavorare quindi per arrivare al meglio all’inizio del campionato!
Fin qui la mera cronaca fermandomi per rispetto di chi si è fatto i chilometri per andare a vederla (anche se il buon Pedotti, e lui l’ha vista,mi ha fatto capire come Santana sia elemento imprescindibile di questa squadra). Preferisco quindi parlare di sensazioni, cioè di quello che mi lascia questa prima vittoria, eguagliando il numero di vittorie dell’armata Brancaleone della scorsa stagione. Ironia ma questi sono stati gli impietosi numeri … e fermiamoci qua!
Parlando di sensazioni non so chi di voi ha visto il film “Il patriota”, al cui centro della storia vi è la vicenda dell’indipendenza americana. Ad un certo punto del film il figlio del protagonista raccoglie in terra una bandiera americana in condizioni pietose; bucata, sfilacciata, sporca! Il ragazzo prende la bandiera stringendola amorevolmente al petto ma viene redarguito da un soldato che gli urla: “Lascia perdere, è una causa persa!”. Ecco, questi pochi minuti del film mi hanno particolarmente colpito per le similitudini con la nostra recente storia.
Infatti fino a pochi mesi fa la bandiera della Pro Patria versava nelle stesse condizioni; abbandonata a terra, calpestata e umiliata, con nessuno all’orizzonte che sembrava volesse raccoglierla. C’è una persona invece, il cui nome e cognome è risaputo da tutti, che ha avuto questo coraggio; una gran donna che ha fatto lo stesso gesto del ragazzo del film raccogliendo e stringendo al petto quella bandiera che, non solo per lei, significavaqualcosa. E se nella pellicola era solo la voce di uno sparuto soldato che consigliava di lasciare perdere, qui le voci erano molteplici seppur magari,chi fino a poco tempo fa lo diceva a pieni polmoni, ora fa “l’indiano”.
Questa donna sta facendo quindi come il ragazzo del film; anch’ella infatti, dopo aver raccolta quella bandiera, l’ha ricucita, ripulita e nuovamente issata accollandosi, senza non pochi sacrifici, la “causa” che,come primi frutti, sta riportando dignità e onore ad una piazza violentatanegli scorsi anni nella propria passione.
E’ solo l’inizio certo, non c’è da montarsi troppo la testa ma le sensazioni buone che il vento sia cambiato continuano ad essere confermate. Una cosa però è certa; la nostra bandiera è stata ricollocata al posto che le spetta e sta tornado a sventolare sul cielo di Busto. A noi aiutare chi è riuscita a issarla nuovamente sul pennone riapPROpriandoci del nostro destino.
ANDREA D’EMILIO

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