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Calcio - Un viaggio attraverso i tifosi della squadra bustocca e la loro passione incondizionata per i colori biancoblù

Per chi prova ad entrare nel mondo Pro Patria, pur conoscendolo da pochi giorni, risulta abbastanza semplice l’ambientamento. Non perchè l’esemplare in questione sia prossimo alla convivenza in ogni habitat, ma perchè seguire la squadra bustocca è facile, perchè nonostante tutto quanto accaduto nel recente passato si respira una grande aria di positività, perchè la Storia, quella con la S maiuscola, parla biancoblù.
Per cercare di capirla al meglio il nostro esemplare ha contattato Roberto Centenaro, presidente del Pro Patria Club, «L’unico autorizzato nel 1969» ci tiene a sottolineare. Ma perchè Pro Patria? «Siamo tifosi di una maglia, siamo tifosi di una squadra, siamo figli di una tradizione», comincia così Centenaro e, da buon esteta, prosegue antropologicamente: «È una delle maglie più belle anche a livello di estetica con quelle strisce orizzontali. Personalmente mi sono affezionato alla Pro Patria che ero un ragazzino perchè era la squadra della mia città, ma amavo quella maglia. Erano gli anni 50 e mi ricordava un po’ i carcerati sporchi di fango che lottavano per portare a casa una partita, il calcio è anche romanticismo no?». Romanticismo o campanilismo? «Entrambe le cose, non scherziamo. Se sei di Busto non puoi tifare per il Legnano o per il Varese, siamo stati fondati nel 1919, siamo prossimi al centenario, come si fa a pensarla diversamente?».
Pro Patria simbolo di una città quindi, Pro Patria simbolo di una tradizione che si rinnova, Pro Patria simbolo di un territorio conosciuto proprio per il calcio: «Quando per lavoro mi capitava di muovermi e andare nel centro o nel sud Italia e dicevo che ero di Busto nessuno sapeva collocarlo, quando però nominavo la Pro Patria tutti annuivano. Abbiamo un passato in serie A, non si può scherzare con questa cosa. Il recente passato ha visto l’avvicendamento di diversi presidenti che poco centravano con Busto. Non amavano la squadra, facevano i propri interessi, hanno distrutto quel che di buono era rimasto creando un disamore intorno alla squadra. L’anno scorso abbiamo vinto una sola partita, il tifoso così si allontana, quando si perde chi non ce l’ha nel cuore cerca rifugio altrove, è più che comprensibile. Siamo passati da 1000 presenze allo stadio a qualcosa come 300 o 400, una cosa che fa davvero male al cuore. Siamo però fiduciosi per quest’anno, se cominciamo a vincere qualche partita i tifosi rientrano allo stadio ne sono certo».
Clima di positività portato da Patrizia Testa, dal suo entusiasmo, dall’amore per una squadra e per una città che è già riuscito a fare breccia nei tifosi: «Patrizia Testa sta ripartendo bene, è entrata in una fase nuova, è tifosa ed è di Busto e questo basta per darle credito. Purtroppo si è trovata una squadra distrutta, c’è tutto da ricostruire, è ripartita totalmente da zero ed è importante che non rimanga sola, tutti noi ci auguriamo che qualcuno di Busto si avvicini e le dia una mano perchè lei, veramente, aveva davanti il nulla o forse peggio, le macerie».
Guai a fare polemica quindi, bisogna stare vicini alla squadra anche in modo concreto e la campagna abbonamenti arriva a pennello in tal senso: «Ho sentito di polemiche sterili sugli abbonamenti, ma di cosa stiamo parlando? 7 euro a partita? 8 euro a partita? Quello che dico a tutti è che, al di là del fatto che mi sembra una cifra accettabile, anche se si dovesse dare qualche euro in più sono euro usati per la crescita della Pro Patria. Stop alla botte piena e alla moglie ubriaca, rimbocchiamoci le maniche e diamo una mano noi per primi alla rinascita di questa gloriosa squadra».
Non solo tifosi però, siamo andati a parlare anche con le istituzioni trovando la disponibilità del già assessore Alberto Armiraglio che non nasconde l’entusiasmo per il nuovo corso a firma Testa: «Siamo contenti per il fatto che la società sia tornata in mano a persone di Busto, purtroppo le retrocessioni e il calcio scommesse non hanno aiutato la piazza ad avvicinarsi nell’ultimo periodo ma siamo pronti a supportare la dirigenza in un lavoro a 360 gradi che torni a coinvolgere i vecchi tifosi ma anche quelli nuovi, quelli che potranno scoprire una Pro Patria bella come un tempo».
Contatti da altri imprenditori per aiutare la concretizzazione del progetto? «Qualcuno si è avvicinato ma ogni tipo di contatto è stato rimandato a dopo le ferie, speriamo che si possano concludere positivamente. Nessuno ha chiuso la porta in faccia, e questo è già un primo punto positivo, ma ci sono diverse cose da vedere e capire. Ultimamente c’è stata troppa anarchia, Patrizia Testa invece è ripartita dalle basi, con tutto quello che serve alla società, dirigenza inclusa, e questo è il miglior punto di partenza che si potesse auspicare».

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