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 Una ventata di gioventù, in campo e fuori. Una pennellata di femminilità che ingentilisce un ambiente a volte fin troppo increspato dagli aliti della polemica, della delusione, della rassegnazione. La nuova Pro Patria ha un profumo diverso, profuma di nuovo e il suo alito è fresco come quello di un neonato. Si è scelto di tagliare il cordone ombelicale che legava al passato e questo è stato un atto di coraggio. In campo e fuori. Scelte radicali che obbligano a rinunciare a tutto, compreso quello che magari si sarebbe voluto tenere. Lo si deve fare per rendere credibile la scelta e certificarne l’aggettivo di radicale. Un po’ come quando di svuota la cantina e si parte con l’idea di rottamare tutto, poi gli affetti, i ricordi e le malinconie segmentano la scelta, con il risultato di riempire lo scaffale tanto quanto lo era prima. La Pro Patria ha svuotato il campo dai giocatori, molti dei quali in altri tempi sarebbero stati graziati dalla scelta, e dietro le scrivanie dove si è scelto di affidarsi a professionisti noti nell’ambiente o conosciuti in società, per via del loro passato tigrotto. Un mix tra gioventù ed esperienza con la prima che potrà beneficiare dei consigli della seconda. Il front office colpisce in modo particolare e rappresenta una grande novità, un taglio netto col passato. Chi in questi giorni si recherà in segreteria per sottoscrivere l’abbonamento troverà Stefania Salmerigo, figlia della presidente Patrizia Testa, nuova press manager, oltre che figura di riferimento dell’area comunicativa della società. Un salto di qualità nell'interpretazione del ruolo con deciso guadagno sotto il punto di vista della presenza. Certamente non un dettaglio se si considera quanto questo aspetto venga curato da tutte le aziende competitive che possono fregiarsi di un marchio importante da valorizzare. La cura della brand identity si coltiva proprio dall'efficacia dei propri testimonial.  Stefania è il “welcome” per chi dopo anni di assenza deciderà di dare fiducia al nuovo corso e subito si accorgerà che questa volta alle parole sono seguiti i fatti. Inutile dire che una mente giovane, oltre ad essere “friendly” con le nuove tecnologie, i social e le moderne forme di “engagement”, porta con sé una forte carica motivazionale ed energia positiva per lo sviluppo continuo. Senza nulla togliere a chi prima di lei ha gestito la stessa area con competenza, passione e professionalità, non si può negare che una “figlia del nostro tempo” possa apportare benefici sotto il punto di vista del marketing comunicativo. Una testimonial credibile anche sotto il punto di vista della visibilità, utile a coinvolgere il cluster dei giovani bustocchi facendoli innamorare dei colori biancoblù. Se la Pro Patria dovrà diventare una moda per i giovani di Busto è obbligatorio che il testimonial sia una di loro. Se poi, questa moda sarà prettamente femminile, o meglio, se la stessa dovesse essere un fenomeno promosso dalle quote rosa per poi allargarlo al segmento maschile, ben venga che il management strategico e tattico sia in mano al gentil sesso. Infine, la presenza della proprietà nella quotidianità societaria firma il progetto di autenticità. Non “dirigenti per caso” in cerca di egoistici scopi individuali con numero di presenze paragonabili a qualche nostro parlamentare europeo, ma una famiglia che ha scelto di adottare la Pro Patria come fosse una figlia. Una donna sola al comando… la sua maglia è biancoblù…il suo nome è Patrizia Testa è un claim che rappresenta la realtà, ma la speranza è che lo stesso perda di attualità per lasciare spazio a uno slogan in grado di premiare il concetto di squadra. Testa è in Testa, ha tirato la volata, ma sotto lo striscione del traguardo finale si dovrà arrivare con un’ammiraglia piena di sponsor in grado di dare energia alla fuggitiva. “Unendo” le forze, per esempio. La Pro Patria è bella, la Pro Patria è femmina, la Pro Patria profuma di nuovo, una fragranza con forte nota di "Testa" che dovrà far perdere la testa a tutti. In campo e fuori. Occorre dare un nome a questo profumo per renderlo perfetto. Il più indicato potrebbe essere "Profumo di Vittoria". Ma, è presto per pensare a questo, prima occorrerà vedere come funzionerà la nuova formula. Accontentiamoci di sentirlo nell'aria...che è tutta un'altra aria rispetto al tanfo del passato e questo per ora basta.
Flavio Vergani
 
 
 

Flavio Vergani

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