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 La Pro Patria pareggia per uno a uno con il Caravaggio, ma la prestazione non convince i tifosi che a fine partita se la prendono con il tecnico Bonazzi, reo di non leggere la partita a livello tattico e di intestardirsi con un modulo non ritenuto nelle corde dei tigrotti. In particolare, non convince la posizione di Mario Santana che confinato sulla fascia laterale non riesce a dare quel valore aggiunto che lo scorso anno dimostrò di poter regalare ai tifosi bustocchi. La squadra, dopo un primo tempo discreto durante il quale è passata in vantaggio con Mauri, è crollata nel secondo tempo soprattutto a livello mentale, concedendo il campo ad un modesto Caravaggio che ha approfittato della superiorità numerica arrivata con l’espulsione di un ingenuo Barzaghi, per pareggiare la partita a un quarto d’ora dal termine. Il numeroso pubblico bustocco che ha seguito la squadra non ha gradito la gestione della partita dell’allenatore fino a  “beccarlo” al suo rientro negli spogliatoi. La squadra oggi non ha mostrato passi in avanti rispetto alle due gare precedenti con i vecchi difetti che si sono ancora una volta materializzati a centrocampo dove a nostro avviso Di Sabato soffre il modulo in cui è inserito. Santana continua a non poter esprimere la sua classe in mezzo al campo, mentre in attacco la coppia Bortoluz prima e Casiraghi poi non ha dimostrato di poter incidere nella difesa avversaria, anche per il dispendioso lavoro a loro richiesto dall’allenatore. Siamo vecchi babbioni che vedono il calcio da sempre e forse quel calcio non si usa più, ma il ricordo di panzer come Bardelli e Dall’Acqua che stazionavano in area di rigore castigando l’avversario al primo errore, ci piace molto di più di questo calcio dove tutti devono fare tutto senza a volte possedere le caratteristiche fisiche e tecniche per interpretare il ruolo in maniera creativa. Non è il caso di farne una tragedia, sia chiaro, ma nemmeno far finta di niente. L’impressione che la Pro Patria sia tecnicamente superiore alle squadre con le quali non ha vinto e pressochè unanime, il fatto che non abbia vinto è una realtà, i motivi rimangono un mistero per molti, delle certezze per altri. E, questo è il bello del calcio.

Flavio Vergani

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