Header


Alessio Pala, ex mister della Pro Patria, era stato un buon profeta quando sugli spalti di Caravaggio aveva affermato che la Pro Patria avrebbe avuto difficoltà a vincere a Bergamo in virtù delle qualità fisiche e tecniche della squadra di mister Madonna. In effetti, così è stato e solo il pareggio ottenuto nel finale ha diluito la delusione che fino ad un minuto prima del tiro scoccato da Disabato serpeggiava tra i tifosi. Mister Bonazzi, nel dopo gara, ha affermato che “forse a Busto non lo sanno, ma la Virtus Bergamo è una squadra con giocatori importanti…”In realtà, a Busto lo sapevano perfettamente, ma i tifosi contavano sul fatto che anche la Pro Patria avesse (e ha) giocatori importanti, per cui l’ottimismo non era ingiustificato, nè tantomeno l’aspettativa. Inutile girare intorno al concetto, Busto è Busto, la Pro Patria è la Pro Patria e i tifosi a fatica accettano che altri abbiano giocatori così importanti da rimanerne in balia per un tempo intero. E, forse non sbagliano, visto che è bastata una mezza Pro Patria per portare a casa il pareggio. L’impressione è stata che qualche giocatore della Virtus Bergamo (su tutti Morosini) siano diventati più importanti di quello che sono per via di una disposizione tattica di Mister Madonna che ha di fatto imbrigliato la manovra bustocca, costringendola sulla costante difensiva. Morosini, fin che il fiato lo ha sostenuto, ha fatto quello che voleva e i raddoppi in fase offensiva sull’esordiente Scuderi è stata una mossa che ha pagato, indirizzando la partita sui binari preferiti dai locali. Ferraro sulla fascia e Arrigoni in luogo di De Vincenzo sono state le altre scelte tecniche che non tutti i tifosi hanno condiviso. Alla fine, il risultato ha dato mezza ragione al tecnico che porta a casa un pari in una gara nella quale l’unico elemento positivo è stata la capacità di reazione dei ragazzi dopo il doppio svantaggio. L’analisi va circoscritta alla giornata di ieri, ma non può e non deve essere contestualizzata in senso generale in quanto esperienza insegna che le prime sei giornate di campionato non sono quasi mai rappresentative del vero valore di una squadra. Troppe le variabili che intervengono nel definire il comportamento rilevato tra cui il livello delle preparazione fisica, l’inserimento dei nuovi (per la Pro Patria ancora in stato embrionale), l’assimilazione degli schemi di gioco, l’ambientamento dei giovani nella categoria. A proposito di giovani, continuiamo a non condividere le norme che ne obbligano l’impiego. Più o meno tutte le squadre hanno deciso di posizionare gli “under” in porta o sulle fasce esterne di difesa, onde poter disporre in ruoli più strategici, come l’attacco, di giocatori di maggior esperienza. Questo porta gli allenatori a seguire la solita strategia vecchia come il mondo, ossia di puntare i giovani difensori con attaccanti di spessore per scardinare le porte avversarie. E questo a nostro parere, è il modo migliore per bruciare un giovane e non di formarlo per gradi all’esordio nel calcio che conta. Chi, come la Pro Patria, ha il coraggio di mettere una punta giovane ( Bortoluz)è obbligato ad un doppio cambio quando se ne decide la sostituzione. Infatti, per preservare la quota di under in campo, quando Bortoluz viene sostituito con Cappai (che non è under) si è obbligati a un parallelo cambio in altra zona del campo inserendo un under. Una soluzione macchinosa e penalizzante. Note lieta della giornata è stato il pubblico bustocco che ha risposto “presente” invadendo Bergamo. Sembrava di essere tornati ai vecchi tempi con il calcio di domenica, il rito della mattina organizzata con il pranzo anticipato, il pullman del Pro Patria Club in autostrada, gli amici di sempre incontrati in trasferta, gli ultrà numerosi e chiassosi. Insomma, il calcio di una volta che ci ha fatto innamorare dei nostri colori. Lontano da anticipi e posticipi, da per pay per view e da sport tube, da you tube e facebook, da instagram e social di varia natura. Uno stadio libero da stewards dove il “Cornetto” Algida costava 0,50 centesimi e le ragazze giovani sono entrate gratis con il consenso del capo biglietteria che ha “chiuso un occhio”. Con gli ultrà chiusi a chiave nel recinto della curva con impossibilità di riaprire la serratura causa ruggine. Scene di un altro calcio, quello di quando eravamo noi gli “under” e tali siamo rimasti perché questi colori mantengono giovani per sempre.
Grazie Pro Patria!
Flavio Vergani

0 commenti: