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Una sconfitta (non) annunciata, questo potrebbe essere il titolo della partita di Coppa Italia di ieri affrontata con una banda di ragazzini circondati da qualche riserva di lusso. Facile pensare come sarebbe finita e così è stato. Per la serie “chissenefrega” della Coppa Italia. Mister Bonazzi lo ha chiaramente detto in sala stampa “non mi interessava il risultato”. Preso atto dell’obiettivo del mister forse sarebbe stato meglio dirlo prima per evitare che i soliti noti perdessero ore di lavoro per una gara ad alto rischio di incazzatura. Già si torna dal lavoro con gli zebedei girati, se poi si incappa in questi allenamenti travestiti da partite a pagamento il giramento di “maroni” rischia di andare fuori giri. Soprattutto se freschi di una sconfitta domenicale. A mister Bonazzi non si può certamente negare il dono della trasparenza e della sicurezza dei suoi mezzi. Non ha certamente utilizzato diplomazie e arte della comunicazione paracula quando ad Alzano ha fatto sapere che i tifosi andavano educati. Adesso, con altrettanta franchezza fa sapere agli stessi che ci sono gare come quella con il Monza dove il risultato conta, ma si perdono, e altre dove il risultato non conta e si perdono ugualmente. Un esercizio esemplare e coraggioso di chiarezza da parte del mister che però non paga in termini di simpatia. D’altra parte il “pane al pane e vino al vino”non ha mai regalato bagni di popolarità a nessuno e nemmeno questa volta ci sarà l’eccezione. Questa è la parte trasparente. La parte relativa alla sicurezza riguarda la sua certezza che il progetto si sta sviluppando secondo il piano stabilito. L’analisi delle prestazioni in questo momento prevale sul risultato finale che spesso appare un dettaglio. Un punto in tre partite sembra realtà non preoccupante per il tecnico che si dichiara soddisfatto del processo di crescita. Questo aspetto trasmette ottimismo agli ottimisti e pessimismo ai pessimisti. Per Bonazzi la Pro Patria sembra essere l’occasione della vita a livello professionale, sprecarla sarebbe deleterio. Per cui, tutti sperano che sappia quello che sta facendo. Diversamente sarebbe un salto nella follia. Che a Caravaggio il pareggio ci stia, con il Monza la sconfitta sia prevedibile e che a Busto Garolfo il risultato non interessava sono letture della realtà lecite, ma scarsamente condivise dalla piazza. L’impressione è che il bonus concesso dalla tifoseria sia agli sgoccioli e, francamente, parte di esso sembra essere stato sprecato accendendo un fiammifero invece di aprire la canna dell’acqua.

Flavio Vergani

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