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Certo che volevo non dico vincere, ma non perdere (funziona meglio così?) contro “Busto piccola”. Piccola, un corno. Certo che volevo già essere alla guida della classifica e anzi strombettare agli altri: largo, guardate che noi siamo già fuori da questa serie D come “Destinati a ben altro”, manco vi avvistiamo più.

Certo che mi brucia un casino, tutto questo. E forse ho vissuto un’illusione. Ma non è l’unica. Non è la più grave.

Mi ricordo da chi siamo passati e vedo dove siamo ora. Vedo come batte il cuore, anche a chi ci guida. E se ci sono errori, so che li possiamo correggere.

Anni fa chiesi la testa di Cusatis, vedendo i ragazzi che andavano a pezzi dopo l’ennesima sconfitta. E poi è diventato l’eroe nazionale: ne sono stata felice.

Quindi adesso, in preda ai miei sogni, mi dico: va tutto male. Anzi non troppo.  Perché ho un grande desiderio di futuro. E perché ho buona memoria

Ma chiedo a gran voce alla Pro: cancella queste parole, perché è tempo che voi tigrotti ripaghiate la fiducia nostra e di chi vi ha scelto.

 

Marilena Lualdi

Giornalista de “La Provincia”

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