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La Pro Patria, orfana di Santana, capitola in casa con il Ciliverghe per due a zero che ringrazia bomber Bertazzoli autore di una doppietta. Prima rete su rigore per un netto fallo in area di  Barzaghi, poi goal di testa ( o di mano?)che metteva in cassaforte la vittoria. La Pro Patria dopo un inizio promettente, quando si è vista la costante ricerca del gioco manovrato, è affondata  per  le micidiali ripartenze degli ospiti orchestrati dal duo Carobbio- Vignali che con Bertazzoli rappresenta la colonna vertebrale di una squadra ottimamente allenata da uno dei gemelli Filippini. Mister Bonazzi sopperisce alla mancanza di Santana con spostamenti tattici che più che confondere l’avversario disorientano i tigrotti stessi. Emblematico il caso di Tondini che lasciato solo sulla fascia destra nel primo tempo per i non puntuali aiuti da parte di un lento Pedone è stato letteralmente asfaltato da Cortesi. Nel secondo tempo con lo spostamento del terzino a centrocampo con solo compiti propulsivi il ragazzo ha offerto una prestazione da sette pieno, chiudendo la bocca ai soliti espertoni, dei quali ne sono piene le fosse, che lo avevano già francobollato come non degno di calcare i campi della serie D. Dopo il ko del primo tempo la Pro Patria è tornata in campo molle e rassegnata e mai ha dato l’impressione di poter riprendersi la partita. Il finale è stato il solito, con contestazione all’allenatore, dialogo con i tifosi e consueto processo alle intenzioni. Un processo spesso sommario con scarso spazio per la critica costruttiva e scarsa di analisi generale. Che mister Bonazzi non sia Guardiola o Ancelotti è chiaro al mondo intero. Che possa avere le sue colpe è altrettanto certo ( chi non ne ha?), da capire se gli è stata data da guidare una Mercedes e non riesce a portarla in pole position e nemmeno in seconda fila, oppure se la colpa è della macchina a lui affidata che non può offrire prestazioni di primo livello. Oppure, se sono vere entrambe. Contestare l’allenatore è la cosa più semplice e scontata del mondo del calcio, un ruolo che prevede nel contratto di pagare le colpe proprie e degli altri. Per cui tutto normale fin qui. Rimane da capire quante di queste colpe sono di sua esclusiva sua responsabilità e quante no. Chi meglio di chi ha costruito questa squadra può rispondere a questa domanda? Se le colpe di questa partenza sono del mister la soluzione è semplice e a portata di mano. Basta cambiarlo per iniziare la cavalcata vincente. Se, invece, ci sono difetti di organico occorre tenerli in considerazione nella valutazione dell’operato dell’allenatore. Allenatore peraltro scelto dallo staff tecnico e non piovuto dal cielo. Una cosa è certa e anche questa sera è stata confermata dalla presidente Patrizia Testa durante la chiacchierata con i tifosi, questa squadra costa molto, moltissimo. Il budget messo a disposizione della dirigenza è pari o addirittura superiore a quello di chi è accreditato come favorita per la vittoria finale. Per cui, non è accettabile che a fronte di un sacrificio economico di tale portata i risultati siano questi. Occorre un’immediata analisi di quello che sta accadendo dentro e fuori dal campo. In campo, nel secondo tempo si è vista una squadra senza unghie, senza l’ardore e la grinta di chi vuole dimostrare vicinanza al proprio allenatore e alla propria presidente. E, forse, occorre comprendere  anche qualche giocatore che non era della partita e non si capisce bene il motivo. Il calcio spesso parla con segnali e atteggiamenti così chiari  che non servono le parole per spiegarli. Fuori dal campo occorre invece capire anche il motivo per il quale la squadra non disponga di un esterno basso mancino oltre a Barzaghi e il motivo per cui Bonazzi  invochi (giustamente)di poter disporre di due attaccanti di livello superiore che la Pro Patria non sembra avere. O , forse, potrebbe essere quel Cappai che dopo l’infortunio ha conosciuto la panchina non per demeriti propri ma solamente perché nel ballottaggio degli under Borrtoluz ha vinto la competizione con i vari Di Vincenzo e Arrigoni che non sembrano essere stati giudicati all’altezza della situazione per un ruolo da titolari. La domanda sorge spontanea: sono stati scelti i migliori under? E se si, perché non giocano a centrocampo obbligando mister Bonazzi a dover schierare la punta giovane al posto della punta esperta? Delle attenuanti per mister Bonazzi che forse non basteranno per la sua totale assoluzione, ma che spostano l’obiettivo sulla reale potenzialità di questa squadra e sui suoi equilibri tecnico tattici scelti in sede di costruzione. Insomma, è il momento che tutti prendano il toro per le corna per evitare di essere incornati. Dire che la colpa è degli altri o sempre e comunque dell’allenatore è fin troppo semplice. Se bastasse questo a risolvere i problemi saremmo i tifosi più felici di questa terra. Ma, è davvero così?

Flavio Vergani

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