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PATRIZIA TESTA: Non sono incollata alla poltrona Se c’è qualcuno più bravo la cedo»


«Io non ha manie di protagonismo contrariamente a quanto potrebbe pensare qualcuno. Ai tifosi che mi contestano rispondo che se c’è qualcuno più bravo di me sono pronta a lasciare il mio scomodo posto. Vengano dietro la mia scrivania e così possono toccare con mano quello che abbiamo fatto e quello che stiamo facendo fra tante difficoltà». Patrizia Testa (foto), presidente della Pro Patria, per la prima volta è finita suo malgrado nel tritacarne della contestazione mossale da una parte dei “suoi” tifosi dopo il naufragio di Ponte San Pietro: «Mi sono illusa che qualcuno si rendesse conto dello sforzo immane che sosteniamo ogni giorno per ricostruire da zero una società che aveva bisogno di ritrovare, prima di tutto, la credibilità perduta. Ai nostalgici di Vavassori che ora mi contestano ripeto che non sono incollata a una sedia che, ve lo garantisco, pesa in tutti i sensi. Se qualcuno lo vuole occupare, quel posto è disponibile; ma non sono disponibile io ad accettare critiche ritengo gratuite, immotivate e anche ingiuste per me e per tutti coloro che lavorano ogni giorno per il bene della Pro Patria». Poi sottolinea: «Ho detto e ripeto che la proprietà non è contenta di subire sconfitte quasi ogni domenica. Non siamo felici dei risultati e su questo punto capisco la delusione della gente. Però ribadisco la totale e piena fiducia nei tre direttori (Salvatore Asmini, Sandro Turotti e Giorgio Scapini, ndr) che sono persone serie, oneste e preparate. Loro godono della mia fiducia e di tutta la proprietà». Anche questo è un passaggio molto delicato perché, nel mirino c’è pure lo staff tecnico oltre all’allenatore che avrà ancora una chance (forse l’ultima?) contro il Seregno. «Io non entro nel merito di scelte che spettano ai responsabili tecnici nei quali, ripeto, abbiamo piena fiducia. Il progetto che abbiamo appena cominciato avrà successo solo se tutti siamo uniti e remiamo dalla stessa parte». 


Silvio Peron

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