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Giovanni Zaro, la torre biancoblù
Il paradosso sta nel fatto che la Pro Patria ha iniziato a volare appena le sono state tagliate le ali. Persi Mauri e Santana per infortunio si è dovuta fare di necessità virtù, lasciando a terra l’aereo per concentrarsi sulle torri di controllo. E, finalmente, la rotta è stata trovata. Zaro, Angioletti e Ferraro radar di difesa hanno alzato la contraerea, e con le torri a presidiare anche il “Pedone” è andato a Regina, mentre in mezzo alla pista sembrano tutti “Santic”. Si vince di Domenica e anche Di Sabato è sembrato trasformato.“A scatola chiusa io compro solo Arrigoni”, diceva lo spot pubblicitario degli anni 70. Ebbene, il ragazzotto non ha fatto rimpiangere il suo acquisto, dopo un inizio che faceva dubitare e confermato che il duo Asmini –Turotti non sono andati al “Bar Zaghi” a fare calciomercato. Qualcuno lo aveva messo in dubbio tanto da rivolgersi ai santi e alla Madonna con toni un po’ scortesi, ma in via Cà Bianca nessuno si è scomposto, nemmeno quando è mancato il santo patrono di questa squadra: "San Tana". Il taglio delle ali è arrivato tardi e ha dato vantaggio ai “Monzani” facili vincitori a Busto e per “Gionta” senza nessuna colpa. Ora, i tigrotti sembrano tornati dei “Gherardi” e non più degli “Angioletti” e sembra non abbiano più nessun “Garbini” con nessuno. Si sale sempre più in quota con l’aereo senza ali non avvertendo più la tempesta, anzi sembra esserci aria di “Bonazza”. Una prova di maturità dell’equipaggio che perse le ali ha saputo non perdere la “Testa”. Sarebbe stato davvero grave distruggere il progetto dopo solo qualche   “caPirola”. Adesso, viene il compito più difficile che sta nel confermare di essere una squadra di “Durotti”, in modo da far tacere tutto e tutti e confermare che questa è la squadra di “Asmini” e non di asini.

Flavio Vergani

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