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Crespi catering nell’intervallo ha offerto l’aperitivo salato nella Vip room, il dolce è arrivato a fine partita con tre bomboloni ripieni di “Crema”. Così la Pro Patria stappa lo spumante per festeggiare la quinta vittoria consecutiva. I tigrotti decidono di vincere quando manca il loro capitano, esce Santana ed ecco che il ri-esordiente Colombo bagna il suo battesimo con un goal benedetto. Poi, è il redivivio Cappai a replicare due minuti dopo e la Sant’Honoree si scioglie. Poi, tocca a Bortoluz, croce e delizia dell’attacco biancoblù, far leccare le mani con un goal della serie “io segno solo se sono difficili”. Infatti, la punta bustocca ( per lui oggi in tribuna osservatori da tutta Italia) nella prima frazione di gioco aveva sbagliato occasioni molto più semplici per poi inventarsi un goal da applausi. Compreso l’assist di Barzaghi che ha incantato con un controllo alla brasiliana che da tempo non si vedeva su questi schermi. Non male per una squadra composta, secondo qualcuno che pensa di intendersi, da giocatori impresentabili per la serie D. O, almeno, il giudizio inappellabile era per metà di loro. La Pergolettese? Si, qualche assenza per infortuni e squalifiche ( chi non le ha?), il portiere titolare sostituito prima del match per probabile frattura del dito avvenuta durante il riscaldamento, ma alla fine l’ex capolista è parsa poca cosa di fronte agli scatenati tigrotti. La speranza da noi manifestata in settimana era di contare 11 tigri in campo e 1000 sugli spalti. Obiettivo centrato, in campo 14 tigri, sugli spalti 1032. Oltre le attese, ma si potrà fare di più. Giù il cappello di fronte alla curva degli ultrà: numerosa, chiassosa, colorata, disciplinata, con cori che spesso hanno ricordato gli stadi inglesi. La Pro Patria e il suo pubblico sono tornati. Il gioco espresso oggi dai biancoblù nulla ha a che vedere con la categoria, come nulla ha a che vedere la panchina delle presunte riserve composta da Gherardi, Cappai, Colombo con Mauri in tribuna. Oggi, la partita l’hanno risolta loro, i panchinari di lusso, ma la Crema era già stata sbattuta dalla frusta biancoblù per settanta minuti. Non c’entrano nulla con la categoria nemmeno Turotti, Asmini e Scapini. Di Patrizia Testa meglio non aggiungere nulla per non rischiare di sminuirla con parole non adatte per quanto sta facendo. Uno sforzo immenso che ha voluto rendere unico con l’ingaggio di Colombo, un vero e proprio colpaccio che merita un applauso. Se esiste una giustizia sportiva questa non potrà non assegnare alla Pro Patria quello che le spetta. Un pomeriggio fantastico iniziato con un sogno per alcune nostre tifose come Antonella, Sveva, Cinzia, Laura e Arianna che hanno vissuto l’emozione dell’entrata sul campo di gioco nella giornata contro la violenza sulla donne. Ventidue donne in campo tenute per mano dai giocatori locali e ospiti per gridare forte che le donne non sono la metà e la proprietà di nessuno.“Ho realizzato un sogno…”ha dichiarato Cinzia, tifosa da sempre di questi colori per i quali non dorme la notte in caso di sconfitta. Per lei una notte da favola quella che sta per arrivare. E con questa Pro Patria sognare si può…
Flavio Vergani

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