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Il Direttore sportivo Sandro Turotti era inviperito a fine partita e ha preferito rifugiarsi in auguri diplomatici di Natale pur di evitare di scendere nell’analisi. Tanta la delusione nel veder scappare via il treno della promozione dopo averlo inseguito per otto giornate senza cedere un centimetro. Certamente non è piaciuto l’approccio alla gara dei biancoblù che sono apparsi abulici e opachi. D’accordo le assenze, ma la rosa tigrotta è composta da giocatori di qualità che propone Garbini se manca Ferraro, Colombo se manca Santic, con in campo un certo Santana. Impossibile pensare che il Darfo Boario possa mettere in difficoltà una squadra con tali potenzialità. Certamente la coperta è cortissima in attacco dove ci sono molti attaccanti esterni come Gherardi, Mauri e lo stesso Santana, ma pochissime alternative nel ruolo di centravanti visto che Bortoluz è out e il suo sostituto si merita il soprannome di Kappai- O, visto che è sempre al tappeto per ricorrenti infortuni. Casiraghi fa quel che può, ma francamente non può essere considerato come prima alternativa in una squadra che ambisce al salto di categoria.
A Darfo Boario la squadra ha fallito l’esame di maturità, dopo aver molto studiato per diventare la prima della classe è caduta davanti all’esaminatore che con poche e semplici domande ha smascherato una grave debolezza psicologica e motivazionale rimandandola a gennaio per una valutazione definitiva.
Non è emerso il carisma e il mestiere della grande squadra, nonostante all’inizio del match si percepiva una grande preoccupazione tra i locali, soprattutto in fase difensiva, proprio per un certo timore reverenziale verso i biancoblù, ma con il passare del tempo si è data sicurezza agli avversari facendo capire loro che l’impresa era a portata di mano. La forza della Pro Patria sembrerebbe essere la panchina lunga che dovrebbe avvantaggiarla in caso di infortuni o squalifiche, ma l’impressione che esce da questo girone di andata è che quando si mette mano all’undici di riferimento la performance ne risente negativamente.
Altra variabile da considerare riguarda gli infortuni muscolari che si stanno ripetendo con preoccupante frequenza: Santana, Cappai, Di Sabato, Bortoluz sono stati vittime di analoghi infortuni. Da capire se trattasi di una coincidenza o se qualcosa va rivisto sul punto.
Il mercato di gennaio potrebbe aiutare a colmare qualche lacuna sul fronte offensivo, da capire se e quanto si vorrà investire visto il distacco dalla capolista e se eventualmente puntare su un giovane o su una punta esperta. Da tenere in considerazione che per l’obbligo di schierare gli under nel caso si puntasse su un giocatore esperto si dovrà obbligatoriamente inserire un giovane in altra zona del campo e, sinceramente, non si vede a chi poter rinunciare a cuor leggero.
Certo è che la gara di Darfo Boario ha evidenziato che la squadra deve ancora crescere molto sotto l’aspetto motivazionale che già nel passato era stato un tallone d’Achille dei giocatori tigrotti.  La squadra si autoesalta di fronte alle sfide difficili, ma tende a sottovalutare quelle ritenute più semplici affrontandole senza il sacro furore. La lezione di Ponte san Pietro sembrava avesse dato i suoi frutti, ma alla lunga si è ricascati nell’errore e ancora una volta si è regalato agli avversari un vantaggio sempre più difficile da colmare.
Da ultimo, servirebbe maggior controllo dei nervi per evitare di lasciare orfani i compagni con inutili squalifiche. Già gli avversari sono forti, se poi gli si concedono ulteriori vantaggi per colpe proprie del tutto evitabili si rischia di precipitare nel suicidio sportivo.
Da considerare infine che dopo otto vittorie consecutive si è rosicchiato nulla alla capolista e pochissimo alle squadre che prima del filotto stavano davanti ai tigrotti. Questo è senza dubbio frustrante da un lato, ma dall'altro fa comprendere che il campionato è segmentato in due netti tronconi: il primo che può vincere sempre o quasi con il secondo. Per cui, eventuali battute a vuoto con squadre di seconda fascia pesano il doppio sulla classifica. Monza, Ciliverghe in casa, Pontisola e Darfo Boario in trasferta sono le sconfitte patite dai tigrotti che annullano con un colpo di spugna il bel filotto di vittorie, riposizionandoli nella stessa posizione, o quasi, di dove erano partiti.



Flavio Vergani

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