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Negli anni '70 il burbero, burdèl Peppino Mancini, adottato bustese sin dal 1938, si prese cura della Pro Patria militante nel campionato di serie  C  con l'intendimento di riportarla  agli antichi allori. Diede retta ad un bel po' di persone, cambiò cinque allenatori , si ritrovò retrocesso nella serie inferiore.
Si affidò per la ripartenza ad un paio di nomi altisonanti .
Ottenne una mesta conferma alla serie D, poi dietro consiglio dell'amico Giancarlo, eclettico difensore biancoblu negli anni trenta a quaranta, assunse in qualità di allenatore Adelio Crespi, già ottimo regista a centro campo nello scacchiere biancoblu dal 1960 al 1964. Il neo allenatore studiò ambiente e società, capì al volo che doveva lavorare sodo, con particolare  attenzione ai dettami attinenti alla tecnica di base. Impose schemi idonei alle attitudini dei giocatori disponibili, conseguì un più che onorevole 2°posto dietro alla  stratosferica compagine del Sant'Angelo Lodigiano ed un'esaltante promozione alla serie C nella stagione successiva,  suffragata dai punti 50 finali, 18 gare vinte, 14 nulle,2 perse, meritandosi la chiamata del C.T. della nazionale azzurra Dr. Fulvio Bernardini per una gara di allenamento giocata sul campo di Masnago a Varese. Ogni caduta in basso provoca amarezza, sconforto e, nel caso recente  della Pro Patria, risentimenti e commenti non riferibili, dovuti al comportamento  truffaldino  di alcuni soggetti  in bianco blu,pescati a scommettere sulla sconfitta della propria squadra,  e, oltremodo, disattenti all'espletamento delle incombenze derivanti dai  regolamenti vigenti con grave nocumento all'immagine della compagine biancoblu. Patrizia Testa si è addossata l'onere, tutt'altro che lieve,  di far  ripartire la barca biancoblu ed in tempi ragionevoli riportarla verso  lidi consoni alla nomea acquisita in serie A e B dagli anni venti in poi nel secolo scorso.
L'esito del campionato di Lega Pro 2015/16 è ormai passato in giudicato con amara retrocessione alla serie D anche per sanzioni estremamente onerose gravate sulla Pro Patria per irregolarità suaccennate.
Nella  stagione calcistica corrente – serie D gir.B- la struttura  societaria è stata totalmente rinnovata, con l'inserimento  di professionisti esperti, dotati di specifiche attitudini ritenute   idonee all' espletamento delle mansioni previste .All'avvio , alquanto asmatico dovuto agli eventi innovativi sopra citati, peraltro seriamente comprensibili, ha fatto seguito una successiva fase di prestazioni  positive tanto da far annotare otto vittorie consecutive ed il   conseguimento ,al termine del girone d'andata ,della  5^ posizione in  classifica , a otto punti dalla capolista Monza, sinora mattatrice del girone a suon di 44 punti , 44 reti fatte , 6 subite. In questa sessione del campionato la squadra biancoblu ha messo segno 25 reti,pochine per agguantare la ruota  del Monza, di cui solo 5 marcate dal puntero Bortoluz, e, assai gradite 4 dal difensore Giovanni Zaro,  unico bustese contemplato nella rosa dei giocatori.     Non è scritto da nessuna parte che il fiuto del gol te lo dona madre natura, eppure Matteo Serafini ha segnato con tempistica di orologio svizzero 74 gol biancoblu, ed anche Gian Luca Temellin,  con meno presenze, è andato facilmente a rete in 40 occasioni comprese le stupende tre segnate al Pisa con la Pro Patria ridotta in nove. Entrambi non hanno avuto modo di consultare alcun abbecedario calcistico ma si sono trovati al posto giusto, a tempo ed ora.     La prima punta attuale biancblu  Bortoluz si dà da fare, cerca la profondità, potrebbe ricevere miglior palle giocabili. All'uopo ritengo  lo staff tecnico biancoblu in grado rielaborare miigliori e più agevoli opportunità di gioco.
Carlo Azimonti “  pà Carloeù “  sindaco a soli 26 anni della Città di Busto Arsizio nel 1914, socio della USB Pro Patria et Libertate  negli anni venti del secolo scorso, assiduo alle partite casaiinghe dei biancoblu  sia in  via Valle Olona che in via Cà Bianca,  un po' defilato in occasione della presenza a Busto di SAR Reale Duca di Bergamo(1931),  sempre  accanto al presidente Comm.Giuseppe Cerana dal 1945 in poi, a fine   anno,  oltre al Buone Feste di rito soggiungeva ” Preghèmm ùl Signui càl ghà daga salùti, pasi e quatàr danè chi fan mai mal “.

Giorgio Giacomelli

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