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E’ partito per la sua trasferta più lunga portando nello zaino i colori della sua vita: la maglia rossonera del Milan e la sciarpa della Pro Patria. Poi, è salito sul pullman che lo porterà tra le stelle applaudito dai suoi amici di sempre: Giancarlo, Gianni, Enrico, Erminio, Lelio, Dario e i moltissimi altri che lo avevano e hanno nel cuore.
Una vita da mediano, quelli che corrono, lottano, soffrono e vincono per sé e per gli altri, tanto da meritarsi uno striscione tutto per lui: quello dell’Avis.
Ha lasciato una eredità preziosissima che non è sfuggita anche a chi non l’aveva conosciuta prima: la figlia Barbara. Quello che ha fatto, come lo ha fatto, quello che ha detto, come lo ha detto e quello che ha scritto e come lo ha scritto, non lascia dubbi sul fatto che sia “figlia d’arte” di un grande uomo che ha saputo regalarle il meglio di sé. Ora, la guarderà con orgoglio dall'alto mentre lei con fierezza continuerà a far vivere il papà non come un ricordo, ma come un esempio.
Al termine dell’ultima partita i suoi amici lo hanno festeggiato, si festeggiato, perché proprio Barbara ha parlato di “un ultima festa” alla quale Aldo stava partecipando, con lo stile che lui stesso avrebbe preferito. Qualche battuta, un po’ di sorrisi e molta serenità. Tanto che Dario, che lo conosceva meglio di altri, ha assicurato che “è come se Aldo fosse qui con noi”. Un ultimo regalo di Aldo che ha voluto andarsene in modo coerente con il suo stile di vita: una straordinaria normalità.
Ciao Aldo!

I tuoi amici

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