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Spalti troppo vuoti allo Speroni




La Pro Patria si sbarazza agevolmente del Caravaggio per due reti a zero (Santana, Barzaghi) e continua nella sua marcia di avvicinamento al match con il Monza di domenica prossima che dirà molto sul futuro del campionato dei tigrotti. La gara non ha avuto storia e non poteva averne visto che la Pro Patria di oggi nulla ha a che vedere con la categoria sia per valori tecnici, sia per composizione della rosa che prevede cambi di lusso in ogni settore. In difesa un trio delle meraviglie come Zaro, Ferraro e Colombo il cui livello è da Lega Pro alta, a centrocampo Di Sabato, Pedone con in panchina Santic nulla hanno a che spartire con questa categoria e le punte con Santana, Cappai, Gherardi, Mauri e Bortoluz che sono quanto di meglio si possa assortire tra giovani ed esperti.
La Pro Patria paga solo l’inizio zoppicante di torneo che la costringe ad essere ancora nel gruppo delle dirette inseguitrici dei brianzoli, quando sarebbero i tigrotti a dover essere inseguiti.
La squadra anche oggi ha mostrato meccanismi rodati, schemi di gioco precisi, interpretazione strategica puntuale e personalità nel gestire il match.
Chi invece rimane di categoria è il pubblico che sembra non volersi innamorare di questa squadra. Il colpo d’occhio dello stadio nella giornata odierna è stato desolante. D’accordo il freddo, d’accordo che alle 12,30 giocava la Juventus, ma gli alibi stanno stretti e, esclusi i soliti noti che scalerebbero l’Everest con le ciabatte per la Pro Patria, non si sono visti volti nuovi allo Speroni. Anzi, si è rivisto Carletto Regalia uno che di calcio se ne intende e che quindi non prende freddo per vedere delle “pippe”. Per cui, se lui che giovanissimo non è e che potrebbe essere ospite di qualsiasi altra squadra di categoria superiore viene allo Speroni un motivo ci sarà. Tra l’altro, il Carletto sembra abbia già benedetto Barzaghi come calciatore con i numeri per fare bene ed è stato un piacere vedere che il giovanotto ha risposto a tanta stima con un bel goal.
Di categoria rimane anche l’espulsione di mister Bonazzi. In settimana la Lega dilettanti o meglio la Lega dei dilettanti ha fatto capire che quel che conta sono le regole e non il buonsenso. Per cui, Lecco e Pro Patria si accordano per recuperare in data x e la Lega replica con la data y. Per la serie: qui comando io.
Preso atto di questo, occorre capire che se per tutta la partita l’arbitro ti invita a non superare la linea che delimita l’area tecnica, lo devi fare. Punto. Poi, il fatto che si vinca due a zero, il fatto che mancano pochi minuti alla fine, il fatto che stai solo dando istruzioni a Casiraghi e non reclamando sono sterili giustificazioni che, seppur inneggiano al buonsenso,nulla hanno a che spartire con le regole.
Ingenuo farsi mandare fuori proprio alla vigilia di due gare importanti e dopo essere stati espulsi a più riprese nel passato. Deleterio è farlo con in una gara dove davvero non si sentiva la necessità di tali indispensabili indicazioni ad un proprio giocatore visto che il Caravaggio la porta non l’ha mai vista e solo con un miracolo della Madonna così nota nel paese bergamasco avrebbero potuto farlo.
Tiratina di orecchie anche alla panchina dove si sarebbe potuto dare una calmata al mister leggendo in maniera più lucida la situazione.

Flavio Vergani.

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