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Giorgio Giacomelli la memoria storica della Pro Patria
 Storie  di calcio bustocco
Le storie di oggi tutte le conoscono, quelle di ieri sono di un tempo lontano, sono ormai dimenticate.
Nessuno le ha scritte e se qualcuna ha avuto il nero degli inchiostri, sembra aver fatto il suo tempo. I giovani non le conoscono, i meno giovani ne han solo sentito vagamente parlare, ma sono storie vere che i giovani d'oggi nemmeno possono immaginare.
Dicon PRO PATRIA, di un passato glorioso, eroico ed a sentire gli anziani c'è da rimanere  sbalorditi ed incantati.
A metà anni venti la Pro Patria era in piena ascesa. Gli incontri erano scontri a manico d'ombrello fra i tifosi delle varie città. E Como e Busto non potevano certo esserne esenti.
I Tigrotti giocavano dunque a Como( 18-4-1926 -1  a 1 ) ed i Comaschi, che a Busto avevano ricevuto una grande accoglienza, aspettavano solo l'occasione di rendere pan per focaccia, presto trovata con l'avvenuta espulsione di un  aitante calciatore bustocco, uscito  attraverso un corridoio di tifosi avversi armati d'ombrello. Per quanto sveglio e lesto arrivò agli spogliatoi assai malconcio con evidenti ecchimosi sul volto e sul groppone. Al termine della burrascosa partita nessun giocatore biancoblu s'azzardò a lasciare il terreno di gioco. I dieci rimasti  si portarono a centro campo, ma essendo il campo della Camerlata privo di reti di protezione, vennero  assaliti dagli inferociti e mai sazi di rivalsa tifosi comaschi.
I bustocchi peraltro non eran della solfa dei ciàpa su e porta a cà. Nel tragitto di avvicnamento alla stazione  F.N. Como Borghi entrarono in un'osteria , trincarono alla grande, se ne andarono non tirando  fuori un becco d'un quattrino. Poi presero di mira il pollaio del Capo Stazione di Como Borghi ed i pennuti finirono a Busto per un banchetto di circostanza. Il capostazione denunciò il furto a carico d'ignoti e, inconsapevolmente il Maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Busto Arsizio, inviato a banchetto, gustò la parte migliore di un pollastro comasco.
Col tempo il reato venne estinto, circolò voce che c'eran di mezzo  quelli della Capuana, temutissimi tifosi biancoblu ad oltranza.
Giorgio Giacomelli

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