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Il gelo “fantozziano” che ha colpito Lecco nello scorso week end ha impedito di disputare la partita con la Pro Patria, unica gara sospesa nei gironi A e B di serie D. Mentre a Darfo e non solo un esercito di volontari spalavano il campo, a Lecco il sindaco ha fermato le pale sostenendo che la gara non “s' ha da fare”. Una scelta manzoniana del tutto in linea con i paesaggi del sotto Resegone la cui mole ha forse fatto ombra allo stadio Rigamonti provocando una gelata invidiata persino dal palaghiaccio. Intanto, la società lecchese cerca di arruolare spalatori, anzi no …giocatori, che possano allontanarli dal fondo della classifica, ovviamente dopo l’ok del curatore fallimentare che sta interessandosi alla vicenda dei nerazzurri. Una gelata con i fiocchi ci par di capire visto che sposterà la gara al 1 febbraio o all’8 febbraio. L’accordo tra le società, almeno su questo punto, sembra essere stato trovato, ora si attende l’ok dei vertici. Insomma, collocazione perfetta per il Lecco che a mercato chiuso avrà fatto quello che doveva fare, mentre per la Pro sarebbe forse stato meglio risolvere la pratica prima del match con il Monza, ma è andata così che ci volete fare. Contento anche il questore che con la “ferialità” del giorno di recupero avrà vita facile nel controllare l’orda di guerriglieri maori pronti ad invadere Lecco con la clava in mano, a bordo della famosissima “carovana” stile Far West richiesta dai protocolli di sicurezza. Molti di questi guerriglieri hanno un hobby durante la settimana chiamato “lavoro” che, seppur a malincuore e non per scelta propria, diventa spesso prioritario rispetto a qualunque altra opportunità. Compresa quella di andare a Lecco di mercoledì pomeriggio per vivere una giornata di ordinaria follia. Partenza in carovana, probabile assalto degli indiani prima dell’arrivo alla meta, successiva presa in consegna da parte degli sceriffi e persino possibile rodeo con caduta dal cavallo per opera dei nuovi soldati del Lecco, assoldati nel mercato di riparazione. Davvero troppo e senza dubbio non meritevole di una scornatura con il capo che ormai ha capito che quando chiedi ferie di mercoledì c’è un recupero o un turno settimanale di campionato, per cui ti fissa una importantissima riunione a cui non puoi mancare per le 14,30. Così non puoi nemmeno far finta di chiamare un fornitore con l’auricolare, mentre dallo stadio il “Bacchi”, che è in pensione e quindi ha tempo anche per i recuperi, ti racconta la partita via cellulare. Insomma, una vera tragedia quella causata dal ghiaccio lecchese. Forse bastava un po’ di sale nei giorni precedenti, ma il sale costa e poi fa salire la pressione con conseguenti rischi per la salute e quindi per la sicurezza dell’ordine pubblico. Per cui, in caso di sale le presenze ammesse sarebbero state la metà, solo quaranta. Un problema per il Pellegatta, visto che non è semplice trovare carovane da 40 posti, solo i pullman tengono quel numero. Avrebbe dovuto ripiegare sui sidecars, venti sidecars scortati dal presidentissimo Roberto Centenaro a far da staffetta con la sua potente moto. Una vera e propria   safety car, anzi una safety moto. Ma, il Giannino ha fatto sapere che fa troppo freddo con il sidecar per cui il Bacchi ha chiesto alla Mercedes un sidecar coperto, ma nemmeno a lui l’hanno concesso, nonostante sia un top client.Rimaneva la soluzione individuale con cavalli a noleggio. Subito la presidente Patrizia Testa ha messo a disposizione i suoi, ma la questura li ha chiesti senza zoccoli di ferro per motivi di sicurezza, così anche questa opzione è caduta. Niente da fare, ha proprio ragione Alessandro Manzoni: “Questa trasferta non s’ha da fare…”

Flavio Vergani


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