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“Vogliamo vedere chi è più forte”, ha dichiarato mister Bonazzi alla vigilia del match con la Virtus Bergamo. “E’ la squadra più forte del girone, lo dico da sempre” ha affermato il direttore generale Asmini nel dopo gara. Due modi diversi e indiretti per affermare la stessa cosa, ossia che questa Pro Patria è la più forte di tutti visto che con i bergamaschi non ha mai perso. L’unica debolezza della Pro Patria è la Pro Patria stessa quando si specchia nelle proprie virtù trascurando i propri difetti. La gara di Darfo pesa come un macigno sulla classifica dando alla capolista un vantaggio da gestire che gli permetterebbe di perdere lo scontro diretto mantenendo una distanza rassicurante. Ieri, allo Speroni, si è vista una squadra che ha saputo vincere pur cambiando pelle, a dimostrazione che lo schema vincente non è uno e unico e che non ci sono titolari e riserve, ma un unico grande gruppo. Quando le cose andavano male e mister Bonazzi picchiava sul punto relativo al gruppo, alla necessità di consolidarlo, in molti pensarono che fosse una sterile giustificazione per negare una realtà tecnico-tattica non soddisfacente. Invece, il mister sapeva cosa diceva e riteneva quella la strada da percorrere prima di altre. La mancanza di Bortoluz, Ferraro, Santana da quasi subito e Mauri, faceva temere il naufragio di fronte alla corazzata bergamasca, invece, in campo sono scesi i sostituti senza far rimpiangere gli assenti. Si aggiunga che il comandante ha saputo comprendere da che parte tirava il vento issando le giuste vele per prendere l’abbrivio perfetto. Santana a sinistra e non a destra, Colombo terzo di difesa con conseguente adattamento del modulo con un centrocampo under, ma over, grazie ad un Piras in costante crescita, dimostra che questa squadra ha mille anime e mille soluzioni ben note all’allenatore. Un uomo semplice che ama parlare poco con le parole e molto con i fatti, un professionista che non ha certamente un profilo “marketing” utile per l’autopromozione o per la facile giustificazione che ha saputo e voluto rimanere sé stesso anche quando gli veniva fatto notare che “qui non siamo a Grumello”. Ne ha prese tante di parole rimanendo in silenzio, o quasi, forse mentalizzando che qualcuno di quei “remarks” era da prendere in considerazione. Ha saputo correggere il modulo, ma soprattutto ha saputo far crescere la squadra in maniera sinergica ed armonica. Ha forgiato i giovani trasformando Barzaghi e Piras, aspettato Di Sabato e Pedone, ha inserito Santic, ha visto in Zaro una soluzione per la difesa traballante, ha trasformato un under come Bortoluz in un veterano vista la personalità con la quale il ragazzo interpreta uno dei ruoli più delicati dello scacchiere biancoblù. Ha creato valore e questo è un aspetto fondamentale per la crescita societaria. Comunque vada a finire l’anno avrà portato utili e l’azione Pro Patria avrà preso valore. E, questo, non è un dettaglio. Se prima si dubitava di tutto e di tutti, ora si è certi che la competenza è ben distribuita dietro le scrivanie, in campo e in panchina. Questa è la vera vittoria di questa stagione. Certamente rimane il rammarico di vedere davanti alla Pro Patria squadre che nulla hanno in più della stessa se non nove punti di distacco. Il calcio non ha e non può avere la controprova per cui il discorso del “se lo avessimo fatto prima” è legittimo ma sterile. La presidente Patrizia Testa raccoglie la sua soddisfazione con il titolo di “Bustocca dell’anno” dimostrando a chi avesse ancora dei dubbi che i bustocchi ci sono (seppur pochi) e in grado di vincere. Nel passato si era vinto, ma l’idea che si stesse costruendo un progetto a largo raggio non era mai stata percepita. Ora, si lavora con pari attenzioni su diversi aspetti rendendoli sinergici e ugualmente prioritari. Prima squadra, settore giovanile, marketing, relazioni con il territorio, sviluppo strutturale, sono le leve che quando gireranno tutte insieme potranno dare nuova potenza al motore biancoblù. Lo sponsor sulla maglia è già una novità che differenzia rispetto al passato, la struttura societaria ha un organigramma da Lega Pro, o qualcosa in più, la presidenza fa il suo rimanendo ai margini del progetto tecnico ma fortemente coinvolta in quello di sviluppo. I dettagli fanno la differenza e il nuovo sito lanciato settimana scorsa, che vi invitiamo a visitare, testimonia l’attenzione verso la comunicazione. Aspetto totalmente trascurato dalla precedente gestione e da quella ancora prima con grave conseguenze che hanno portato al totale isolamento dei suoi protagonisti. Intanto, i tifosi reclamano un merchandising di livello per inondare Busto con i colori biancoblù e qui crediamo ci sia ancora molto da fare. La voce dei tifosi che si è alzata ieri sul finale di gara dimostra che la passione è tornata a fare battere forte il loro cuore. La primavera aiuterà a far tornare i più pigri allo stadio, magari riservandogli dei mini abbonamenti di “welcome back” poco utili al bilancio economico immediato, ma vitali per la fidelizzazione.

Insomma, il dado è tratto, la Pro Patria è tornata, il futuro l'attende.

Flavio Vergani

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