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Nel 1919 i soci della USB Pro Patria et Libertate erano cinquecento, due anni dopo, erano arrivati a mille. 
Esuberanti, lesti, mai domi, limavano sul necessario, per non perdere una partita dei beneamati biancoblu.
E' passata alla storia la vicenda del Negher, in quel di Valenza, quella dei baldi  uccellatori dei capponi del capostazione di Como Borghi , non da meno l'impresa di Cinquanta Matti alla volta di Brescia,per la 7^ del campionato di serie B 1953/54( 23 ottobre 1953).
Pioveva a catinelle, tanto da far balenare, a pochi,  inascoltati,l'annullamento della trasferta.  
Il pulmann , stile anteguerra, quasi mal ridotto ,era condotto da un chaffuer dotato di bussola ed occhiali con pesanti diottrie, al fine di superare le accidiose  calamità propinate da   pluvio imperante. 
Torrenti, ruscelli, campi allagati riversavano, imperiosi,  valanghe d’acqua melmosa sull’autostrada, quasi scomparsa. Imperterrito lo chaffeur , tirò diritto, manovrò con perizia il pulmann sempre più simile ad battello frangi flutti.
A  Rovato, l’autostrada venne abbandonata . Brescia venne raggiunta tramite la Provinciale. Lo stadio Rigamonti,ubicato nella parte bassa della città di Brescia, pareva una piscina, per lo lo straripamento dell'impetuosa massa d'acqua del  torrente Garda che ne aveva travolto il portone centrale. Le Autorità del luogo promulgarono  l'inibizione all'uso dello stadio.
L’arbitro , alla stregua delle disposizioni ricevute, comunicò ai capitani Toros ed Azzini il rinvio della gara.  
Due MATTI vollero andare al Cimitero locale a far  visita a cari estinti, colà sepolti. Alle diciassette i due non erano ancora reperibili. Gli altri, moccolosi, rivistarono in ordine sparso l'intero Cimitero. Ricuperati sul tardi i dispersi, la comitiva   ebbe modo di ritornare a Busto, senza recriminazioni di sorta.
Giorgio Giacomelli


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