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Flavio Vergani, fondatore di propatriaclubs.com, fa il punto in casa biancoblù

«Uniti si può ma chi non crede si faccia da parte. I tifosi ci sono»

Flavio Vergani è un collega, anche se preferisce dire che fa altro nella vita. Gestisce il sito www.propatriaclubs.com e collabora con “Il Tigrottino”, la fanzine distribuita allo Speroni. A lui abbiamo chiesto di trovare il bandolo della matassa della situazione in casa biancoblù.

Flavio, spieghiamo chi sei e cosa fai in ambito Pro Patria?

Sono il fondatore di www.propatriaclubs.com, un blog nato nel 2009 quasi per scherzo su iniziativa dei consiglieri del Pro Patria Club: volevamo creare un canale che comunicasse le iniziative del club, oggi è un canale che parla quotidianamente e a 360° di Pro Patria. La nostra forza e il nostro vanto è che facciamo scrivere tutti senza censure, basta inviare una mail a propatriaclub@live.it, facciamo le opportune verifiche e pubblichiamo. Vogliamo dare voce a chiunque: ci scrivono da tutto il mondo. “Il Tigrottino”, la fanzine che distribuiamo allo stadio, è la parte old style del sito; siamo una famiglia di dilettanti, ma ci mettiamo tanta passione. 

 A proposito di passione, oggi come oggi serve attaccamento alla maglia: lei lo vede?

Ognuno ha un parere soggettivo, io lascio parlare i numeri. Dopo Pontisola, gara di andata, fino al giorno prima dello scontro diretto con il Monza avevamo fatto 30 punti, loro 29; non solo, la Pro Patria ancora oggi ha fatto più punti in casa del Monza. I numeri dicevano che la squadra ha del potenziale, dal match col Monza non lo dicono più. Io dico che il potenziale c’è, ma manca un indizio che il tifoso aveva già scovato da solo tempo fa: dopo le dichiarazioni di Bonazzi in conferenza stampa la situazione prende tutta un’altra piega.
Quali sono i problemi?

Abbiamo tante mezze punte ma poche punte, alcuni ruoli sono privi di alternative, certi esperimenti più che disorientare gli avversari disorientano noi. Quando Bonazzi ha trovato il modulo corretto e fatto poco turnover la squadra è andata bene, ora ha perso i riferimenti. Infine un appunto su Colombo e sul mercato di riparazione: lo adoro, è un ragazzo d’oro e fa piacere rivederlo, ma era quel che serviva? Il nostro attacco è ancora privo di una punta di peso per esempio...

Bonazzi ha perso le redini? 

Delle due l’una: l’uscita di domenica è studiata e condivisa con la società per mettere a posto le cose, oppure non si capisce cosa sia successo.

E Santana?

A inizio stagione eravamo tutti felicissimi del fatto che rimanesse a Busto Arsizio ed è un vero valore aggiunto: ora vorrei vederlo più leader, più trascinatore, come un secondo allenatore in campo. I tifosi hanno bisogno di punti di riferimento, un giocatore come lui è la bandiera che ha scelto di restare a Busto. Possiamo arrivare ai playoff con una squadra coesa e unita intorno al suo capitano, in campo e nello spogliatoio.

I tifosi non sono esagerati? 

Chi molto ama molto pretende. Sono tifosi che arrivano da enormi sofferenze vissute con grande stile: l’anno scorso, con soli 7 punti, erano non solo presenti ma sopportavano in maniera intelligente, sapendo che c’era Patrizia Testa che andava tutelata. Sono più arrabbiati per il fatto che Patrizia Testa non vinca più che per la Pro, come se si mancasse di riconoscenza nei suoi confronti.

A chi tocca risolvere i problemi?

La peggior violenza è l’indifferenza, l’unione fa la forza. Abbiamo tifosi fortissimi, l’effetto Speroni esiste perché c’è una curva vicina alla squadra, abbiamo una società che non c’entra nulla con la serie D e una squadra forte che può fare i playoff dando soddisfazioni. I giocatori devono sudare la maglia, chi non se la sente si faccia da parte; nessuno deve fare miracoli, tutti facciano quel che gli compete perchè in giro non abbiamo visto nulla di migliore di quel che c’è.

La Provincia 28 febbraio 2017 Alan Tonetti

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