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Domenica scorsa a Monza si è vissuto un bel pomeriggio si sport. Tifoserie numerose, calde e corrette tanto che qualche tifoso del Monza ha “chattato” sui social complimentandosi per il calore e l’intensità del tifo bustocco. Nessuno scontro, nessuna violenza, l’unico “ultrà” è stato Bortoluz con quell’atto violento verso un avversario. Gesto subito punito dall’arbitro che ha allontanato chi non si è adeguato allo stile del match e poi punito dal giudice sportivo con due giornate di squalifica.

Il Giudice sportivo ha però pensato di rovinare tutto infliggendo al Monza e alla Pro Patria 300 euro di multa in quanto i propri tifosi hanno acceso dei fumogeni a fine partita. Davvero non comprendiamo i motivi di questa multa, soprattutto se contestualizzata nel match di domenica scorsa che ha dimostrato l’intelligenza e il fairplay delle due tifoserie. Che motivo c’era di penalizzarle con questo schiaffo morale?

Si sparano fuochi d’artificio e petardi all’ultimo dell’anno senza che a nessuno venga in mente di multare i responsabili, non comprendiamo l’accanimento verso i tifosi che hanno acceso qualche fumogeno.

Togliersi la maglia dopo un goal è reato che merita l’ammonizione, qualche coro di scherno diventa un coro razzista, qualche fumogeno diventa un attentato alla sicurezza delle persone, si vietano le trasferte ai tifosi per poi notare che i veri ultrà sono in tribuna stampa, tanto da contribuire ad una squalifica dei tifosi ( e non del campo). Qualcuno vuole castrare il calcio delle suo emozioni e sterilizzarlo dal buonsenso.

Flavio Vergani

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