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La lunga pausa che attende la Pro Patria non poteva arrivare in un momento migliore. Dopo la lunga rincorsa alla prima posizione, che ha avuto esito negativo, la squadra si è seduta sia a livello fisico, sia a livello mentale. Le pile sono scariche per cui i venti giorni che separano dal prossino match di Dro permetteranno una sorta di preparazione bis per mettere benzina nei serbatoi tigrotti in vista di un finale di campionato che si sta complicando. Il secondo posto, obiettivo minimo per una squadra ricca di qualità come quella biancoblù, è distante sei punti con lo scontro diretto previsto a Crema. Una situazione critica che andrà affrontata con diverso atteggiamento rispetto alle ultime gare ( un punto in tre partite)quando la squadra ha perso la sua impermeabilità difensiva che l’aveva caratterizzata nelle gare del girone di andata. Centrocampo che non filtra e difensori in difficoltà sul passo sono le evidenti cause del problema che va risolto al più presto. Intanto, qualcosa si muove sul fronte extracalcistico. Settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di conoscere il dottor Stefano Ghidotti che da qualche tempo collabora volontariamente con Stefania Salmerigo per lo sviluppo del marketing biancoblù. I primi interventi sul sito e sulla comunicazione societaria sono già visibili, ma il progetto è ambizioso e presto potrebbero arrivare buone nuove sul punto. Stefano è venuto a trovarci nella sede del nostro club, accompagnato dal papà, figura nota in città nel campo della consulenza finanziaria e dell’ex sindaco Gianluigi Farioli che si sta spendendo per creare un evento importante in occasione del prossimo Baff. L’uscita del libro di Guy Chiappaventi “Aveva un volto bianco e tirato”, dedicato a Luciano Re Cecconi, potrebbe essere un link perfetto per una giornata culturale con sfondo a tinte biancoblù, in grado di focalizzare l’attenzione sulla Pro Patria. La percezione che si avverte nell’aria riguarda un progetto cittadino atto a dare visibilità al brand Pro Patria tramite azioni crossing, utili per per creare un trend da seguire, un modo per essere “alla moda”, un pass per essere “vip” in città. Insomma, sembra sia giunto il momento nel quale il marketing relazionale, il passaparola e l’azionariato popolare diventano strumenti strategici per lo sviluppo del progetto biancoblù. Patrizia Testa ha sdoganato la società bustocca da qualsiasi dubbio riguardante la serietà delle persone e del progetto biancoblù, per cui è tempo di vestire questa affidabilità con i colori della città. I campi di allenamento saranno un primo passo che testimonierà vicinanza alla società di via Cà Bianca, ora è tempo di rendere virale il progetto per coinvolgere tutte le anime cittadine. Lo sviluppo dell’aspetto relazionale organizzato cercherà d ingaggiare tutte le potenziali aree interessate al progetto per poterlo alimentare con le necessarie risorse. La Pro Patria 2.0 dovrà iniziare a vincere fuori dal campo per poterlo poi fare in campo. E, chi meglio di Patrizia Testa sa che le case vanno costruite partendo dalle fondamenta? Un anno è servito per rimuovere le macerie, adesso è tempo di iniziare a costruire. Sul posto, da tempo ci sono l’ingegner Asmini e il geometra Turotti. Ossia, due garanzie per una costruzione tecnicamente a norma. Si cercano gli investitori per far si che la nuova “Cà Bianca e Blu” possa raggiungere il cielo che i tifosi da sempre sognano e che non può per sempre rimanere in una stanza.

Flavio Vergani


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