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Lezione di storia e lingue classiche nel salotto buono di Busto Arsizio. La lezione si è svolta nell’aula sita in Piazza San Giovanni che ospita il “fuori festival” del Baff. Ha moderato la lezione Gigi Farioli, ex sindaco e presidente degli “Amici del Baff”. Docente di storia Giorgio Giacomelli, “il Treccani della Pro Patria”, come lo ha definito Farioli. Quest’ultimo ha introdotto la lezione del professore di storia slalomeggiando tra le lingue classiche, le lingue eterne e quindi contemporanee, come ha tenuto a precisare l'ex sindaco. Un modo per lanciarsi l'assist e paragonare la Pro Patria ai classici, definiti unici, inimitabili, che non muoiono mai. Proprio come la Pro Patria. L'appuntamento era dedicato alla presentazione del libro "Tigrotti. Oltre un secolo con la Pro Patria", edito da Geo Edizioni con la firma di Carlo Fontanelli, ma del libro si è parlato davvero poco visto il trasporto con il quale Giorgio ha portato la platea a spasso nella storia. Giacomelli ha espresso il suo desiderio di veder riconosciuto in forma ufficiale il grande talento di Lello Antoniotti, strappando a Farioli un impegno di interessamento in tal senso. Ha ricordato con rispetto e commozione molti ex tigrotti, non mancando di
ricordare i giornalisti Aldo Restelli e
 Giorgio Romussi, dei quali si parlerà questa sera in occasione della serata che il Baff dedicherà a Telealtomilanese.  A, proposito,

non sono mancate le lodi per Peppino Mancini, grande protagonista di un pezzo della storia tigrotta e del basket locale. “I bustocchi sanno fare le scarpe alle formiche”, ha detto Giacomelli , frase che ha sintetizzato in modo esemplare l’ingegno, la furbizia e la creatività che da sempre caratterizzano gli abitanti di Busto Arsizio. Lodi per Patrizia Testa, aristocratica nel nome, razionale nel cognome, come ha sottolineato Farioli, per quello che sta facendo, qualche frecciatina alle “facce di cartone” che, secondo Giacomelli, non fanno il bene della Pro Patria. Il veleno sta come sempre nella coda, per cui a fine incontro lo storico per eccellenza si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, tenendo fede alla sua natura di uomo schietto, diretto e trasparente. Difetti per molti, qualità per altri, ma sempre conseguenze di passionalità. E, chi ha passione ama e chi ama è sempre perdonato. Belle le parole dell’ex questore Casazza che ha preso la parola sul finale di giornata per sottolineare che: “i tifosi di Busto sono sempre stati di grande civiltà ed educazione e che è grazie anche a loro se la Pro Patria ha sempre avuto grande valore. Ha poi aggiunto:  “ Vanno bene i giocatori, vanno bene i dirigenti, ma senza i tifosi non ci sarebbe una grande squadra. E, i tifosi di Busto sono sempre stati fantastici”, Intervento sintetico, ma profondo, che ha colpito e ammutolito la platea per qualche istante, prima di tributagli un convinto applauso.  Presenti tra il pubblico, oltre a vecchie glorie biancoblù o a parenti stretti, il board societario e numerosi tifosi. Per il nostro club Giulio Stagni e Giannino Gallazzi. Presente anche il direttore artistico del Busto Film Festival Steve Della Casa. Apertura con filmati da brividi, quelli della serie A, poi viaggio nel passato, tenuti per mano da uno spumeggiante Giorgio Giacomelli. Ricordi, ritagli di giornali, foto, aneddoti, pescati qua e là dal suo museo personale che ha sede in parte a casa sua e in parte nella sua memoria storica. La “reason why” della giornata era la presentazione del libro  
Infine, giusta attenzioni a Stefano Ghidotti e Stefania Salmerigo che dovranno scrivere il presente e il futuro della società, per il loro impegno in ambito di marketing e comunicazione, che hanno saputo riaccendere i riflettori sui tigrotti. E, questa presenza al Baff, significa che il film continua dopo aver corso il rischio in più di un'occasione di vedere scorrere i titoli di coda.
Grazie a Giovanni Garavaglia per le foto dell'evento.

Flavio Vergani 

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