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Quanto amore per questa Pro Patria! Patrizia Testa si spende e si stende giornalmente per non far mancare niente ai suoi ragazzi, ai suoi tifosi, nutrendosi e nutrendo di calcio questa città che molto pretende e nulla promette. Il comitato dei “100 anni di Pro” si batte e si sbatte per preparare il grande evento, tuffandosi ora nel passato, ora nel presente, ora nel futuro, per cucire al meglio l’abito che la  sposa indosserà  al matrimonio con il centenario. Andrea Fazzari da tempo ha pensato alla casa dove vivrà la nuova coppia, colorando le pareti con le tinte della storia e con gli autografi dei protagonisti della leggenda.  E, non solo, ora la residenza è sul registro delle abitazioni top, quelle, tanto per intenderci, dove abita la storia di Juventus, Torino, Fiorentina e tanti altri illustri nomi della storia del calcio.
Il Simone Merlotti si spende e si stende per dare una mano al Tigrottino, va a letto con i gadgets della Pro Patria per vivere una notte magica. Lo Scalvi grida dall’altoparlante la sua passione, cerca l’impossibile pur di dire con i numeri che la Pro Patria è più forte delle altre, a costo di considerare il nulla facendolo diventare importante. Giacomelli davanti allo specchio interroga la storia convincendola che è la Pro Patria la più bella del reame, da sempre e per sempre. Gli ultrà gridano e sgridano a squarciagola la loro passione per questi colori, spendendo ogni goccia di energia per far risuonare forte una voce sempre presente. Ovunque presente… I tifosi e i clubs ogni giorno si nutrono di Pro Patria abbracciandola, coccolandola e anche sgridandola  come una figlia. Il Pedotti si piega, ma non si spezza, pur di portare il Tigrottino in tutto Busto e persino in trasferta, dopo aver bussato incessantemente a tante porte rimanendo spesso muto per avere il contributo.  Il Giuseppe cura la culla della Pro Patria con amore e dedizione, mentre il Mario è pronto a intervenire sulle prime pieghe e rughe del tappeto ,che ormai va verso i 100 anni. Questo amore merita rispetto! Un amore che non reclama mai, neppure in serie D. Un amore che corre, lotta e gioca sempre, anche quando qualcuno lo voleva tenere in panchina.Un amore che non fa dormire la notte per l’attesa della partita e non per altro…Un amore che ubriaca l’animo, ma non il corpo. Un amore che non esiste da nessuna parte e che obbliga alla riconoscenza. Ognuno è libero di sognare il proprio futuro lontano da qui, ma chi ha scelto di venire ha intrecciato il suo destino con molti diritti e altrettanti doveri. I diritti sono largamente elargiti da una presidenza unica e introvabile a queste latitudini, i doveri ne sono la conseguente riconoscenza che devono essere garantiti. Essere calciatori è un privilegio che forse solo chi si alza la mattina alle 5, come i panettieri, gli operai e i pendolari, può comprendere con precisione, essere calciatori a Busto è un doppio privilegio in quanto qui non manca nulla di quel che serve per diventare calciatori veri. Critiche comprese, che fanno parte del gioco. Un doppio privilegio che merita riconoscenza e non incoscienza. Merita attenzione e non eterna insoddisfazione. Qui c’è gente che molto ama e molto pretende, per cui occorre dare molto. Fa parte del contratto. E’ la condizione, l’unica condizione, per essere amati e ricordati. L’occasione per mettere la firma sulla storia della Pro Patria è lì, a portata di mano, sta a voi allungare la mano per prenderla. Provateci almeno!
Flavio Vergani

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