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LUGANO - Paolo Tramezzani, ex-calciatore ed ex-opinionista TV, da gennaio allenatore del Football Club Lugano, ieri ha messo in pratica il sogno recondito di molti tifosi: mettere la propria squadra del cuore di fronte al mondo del lavoro, quello vero.

Domenica scorsa il Lugano, che vivacchia a metá classifica della Super League svizzera, ha perso malamente, per 5-2, con il Thun, dimostrando poca voglia di lottare. Una sconfitta che ha fatto infuriare il "Trame", come lo chiamano nell'ambiente, facendogli promettere una punizione esemplare. Così, ieri mattina, alle 6 in punto, il pullman della squadra ticinese era parcheggiato, con i giocatori sonnecchianti a bordo, davanti a una fabbrica di vernici di Davesco, nella periferia di Lugano. "Vi serve un bagno di umiltá", il messaggio di Tramezzani che ha accompagnato, per un'oretta, i calciatori, a sbattere il muso con chi, tutti i giorni, deve alzarsi presto la mattina, per guadagnarsi lo stipendio.

"C'é un po' di populismo nella scelta di Tramezzani, però indubbiamente ha messo la squadra, dimostratasi indolente, di fronte alla realtá quotidiana della vita", dice a Repubblica Sergio Ostinelli, per lunghi anni commentatore di calcio alla TV pubblica elvetica. "Tanti, in presenza di risultati negativi, fanno fare ai giocatori una levataccia per allenarli di primo mattina, Tramezzani, invece, ha deciso per qualcosa di inedito e, magari, un po' più efficace", aggiunge Ostinelli.

Anche il presidente del Lugano, Angelo Renzetti, non mette becco nella scelta inconsueta del suo allenatore.
"Non voglio immischiarmi - ha dichiarato al Corriere del Ticino -Tramezzani, con la squadra può fare ciò che vuole". Una cosa comunque é certa. Molti di quei calciatori che, di punto in bianco, si sono ritrovati faccia a faccia con la dura vita della gente comune, a fine mese ricevono l'equivalente dello stipendio di un operaio. Il Lugano, infatti, é una squadra povera, con un budget di poco superiore ai 5 milioni di euro l'anno.

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