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Salvatore Asmini si presenta in sala stampa con un diavolo per capello. Dice il direttore generale: "Non si può perdere con una squadra mediocre come il Levico Terme. I ragazzi ci hanno messo quello che dovevano metterci, ma ci siamo fatti tre goals da soli. Voglio sottolineare che Turotti è il meno colpevole di tutti. Se qualcuno pensa di criticare Turotti, prima critichi me che l'ho voluto a Busto. Lo volevano altre due squadre di categoria superiore, ma ha scelto Busto per la serietà del progetto. Io, al termine di questa avventura, farò il nonno e credo che molti diranno perchè non ho continuato a farlo, ma Turotti farà il professionista per cui ci tiene a far bene. In settimana ho avuto in confronto con i giocatori. Ho detto loro che se non sanno sopportare la pressione di una piazza come Busto non possono fare i calciatori. Servono le palle! Mi era successo alla Sampdoria di retrocedere dopo che la squadra, l'anno prima, aveva vinto molto. Si spegne la luce e cala la tensione. Il Monza ha fatto bene, ma non accetto il distacco di 20 punti. E' un distacco vergognoso Mister Bonazzi non sa comunicare in modo ottimale e appena arrivato ha avuto problemi con la piazza, poi ha detto cose che non voleva dire. Le sue dimissioni arrivano prima di un provvedimento che avremmo preso comunque.  Non sono venuto a Busto con spirito di rivalsa, ma solo per fare qualcosa di bello. Volevo riportare la gente allo stadio, ho fallito. Anche se il progetto dovrebbe andare avanti". Un condizionale che non passa inosservato ai presenti che chiedono lumi a tale riguardo. Asmini chiarisce che "il progetto andrà avanti con o senza Bonazzi, ma, ovviamente , a fine anno si dovrà parlare con la presidenza che non sempre concede quello che le viene chiesto, questo sia chiaro. Comunque il condizionale era riferito ai giocatori, adesso tutti in discussione". L'impressione è che quel condizionale usato dal direttore sia stato quanto mai opportuno.
Infine, dito puntato sui giocatori più esperti: "sono i vecchi che devono tirare i giovani, non il contrario". Per la serie, il dopo Monza è lo slogan, ma la sostanza è un'altra.
Il veleno sta nella coda, quando prima del congedo, il direttore generale chiede di essere precisi nella pubblicazione del suo pensiero finale:  "A Busto ci sono molti gufi che aspettano di farci le scarpe per salire in cattedra e fare i professori..."
Silvio Peron, veterano della carta stampata locale cerca di stemperare il clima dicendo che " i gufi sono morti dopo Juventus Barcellona, ma il direttore non è certamente nello spirito giusto per raccogliere l'assist e con determinazione fa presente che a Busto i gufi sono rimasti, eccome se sono rimasti..."
Pasquetta di lavoro per i tigrotti che,come conferma la presidente Patrizia Testa, saranno allo Speroni per conoscere il nuovo allenatore e allenarsi con lui.
Flavio Vergani

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