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Nei giorni scorsi era circolato il nome di Simonini, imprenditore bustocco e patron dell'Inveruno, come possibile nuovo socio o sponsor della Pro Patria. Uomo calcisticamente molto competente, dal carattere deciso, amico dell'ex patron della Pro Patria  Pietro Vavasssori, questo il profilo dell'imprenditore molto noto in città per la sua brillante performance manageriale a capo della sua azienda che opera in campo elettronico.
L'intervista pubblicata oggi sulla Prealpina, con firma di Francesco Inguscio, spazza via qualsiasi dubbio. Simonini non verrà a Busto per le ragioni citate nell'estratto che pubblichiamo: 

FONTE LA PREALPINA DEL 16 MAGGIO 2017 (FRANCESCO INGUSCIO)


Si dice di un suo interesse per la Pro Patria... Ha parlato con la presidentessa Testa? 
«Diciamo che abbiamo bevuto un caffè insieme. Ma non vedo le basi per avviare un progetto comune. Credo che questi discorsi non sfoceranno in nulla di concreto. Anzi, glielo do per certo». 


Da dove deriva questa certezza? 
«Valutando i pro e i contro dico che non mi interessa. E forse è meglio così. Quella di Busto Arsizio è anche una piazza particolarmente esigente». 

Forse per il glorioso passato... 
«Ma è un passato ormai lontano, bisogna rendersene conto. Ho notato che il pubblico del Varese sostiene sempre la squadra, anche nelle difficoltà. Mi dicono invece che a Busto i tifosi vanno a chiedere spiegazioni ai giocatori: ma quali spiegazioni? Se hai perso vuol dire che gli avversari sono stati più bravi, stop. Il tifoso deve fare il tifoso: applaudire, fischiare. Le decisioni vanno lasciate a chi tira fuori i soldi di tasca propria». 

Che impressione le ha fatto la presidente? 
«La conosco bene. È una gran brava persona, ma inesperta del mondo del calcio e dei suoi meccanismi». 

Non vi siete dati altri appuntamenti? 
«Al momento no. Ho letto che si è dimesso il dg Asmini, ma credo che la Pro Patria possa far bene con gli uomini che ha. Io resto a Inveruno». 

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