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La Pro Patria vince con il Fiorenzuola per due a uno. In goal "il vecchio e il bambino", direbbe Guccini.
Preziosità di un'amichevole come tante di mezzo Agosto, che prende un sapore particolare guardando i nomi dei marcatori.
Il passato che prende per mano il futuro per vivere il presente.
Il "vecchio" si chiama Le Noci, ma potrebbe chiamarsi Santana. Il nuovo si chiama Ghioldi, ne sentiremo parlare di questo ragazzo. Si dice che lo stesso Santana parlò bene di lui nel recente passato, quando l'attaccante si faceva largo a suon di goals nelle giovanili, mentre la Pro Patria soffriva in attacco. Fu tenuto al fresco, qualcuno disse per non farlo sciogliere come un gelato. Ma, forse, era già in temperatura per essere servito, visti gli altri gusti della coppa. 
Il giovane e il vecchio cresceranno insieme. L'uno ascoltando l'altro. L'uno orgoglioso di lasciare  la propria eredità, l'altro fiero di poter frequentare un corso di specializzazione con docenti di grande calibro. Quando un Le Noci, un Santana, uno Zaro, giovane sulla carta ma veterano di Pro Patria, un Disabato, un Colombo, decidono di sposare ancora una volta il biancoblù, nonostante la categoria, si avverte quanto non passi mai di moda il fascino della Pro Patria. Si avverte in tutta la sua grandezza il magnetismo di questa squadra. Si percepisce forte l'apprezzamento per una società che sta facendo il possibile e l'impossibile per tornare dove gli compete essere. Quello biancoblù è un ambiente con taglia XL a cui viene chiesto di vestire una M. Le cuciture tirano e la cerniera fatica a contenere una spinta che da troppo tempo viene limitata da rammendi e improvvisate patch.
Il vecchio e il bambino cresceranno insieme e sapranno finalmente tessere l'abito giusto per questa gente. I colori saranno sempre quelli, il bianco e il blù. Saranno solo marca e taglia ad essere diversi.
Una fiaba che il vecchio racconterà al bambino, che gli chiederà di farla diventare realtà. Proprio come dice Guccini: Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piacciono le fiabe, raccontane altre!"
Flavio Vergani

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