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Mercoledì sarà festa. Non ci sarà la serie A. Ci sarà la Pro Patria. Quale occasione migliore per tornare allo stadio? Squadra prima in classifica, società seria, tempo che promette di essere ancora clemente. Insomma, le scuse stanno a zero. Un atto di coerenza nel rispetto di quando un motivo di quelli sopra facevano decidere diversamente. Se si ama la Pro Patria a parole, adesso c’è l’occasione per farlo anche con i fatti.Ieri, chi c’era a Lumezzane ha respirato un’aria antica. Intrisa di passione che ci faceva sentire tutti uguali: giovani e meno giovani, del Tigrotto o del Pro Patria Club o dei “100 anni di Pro, o degli ultrà”. Tifoso imbruttito a parte, per tutti gli altri è stata una festa che i nostri ragazzi ci hanno regalato. Il popolo biancoblù, come lo ha giustamente definito mister Javorcic, uno che potendo scegliere vedrebbe la partita dalla curva degli ultrà, ha dentro di sé questi valori . Lui ha  capito perfettamente che non allena una squadra, lui allena la Pro Patria.” Giochiamo in casa”, cantavano gli ultrà nella cattedrale nel deserto di chi fino a ieri rivendicava un ripescaggio in Lega Pro. Questa Pro, questa gente, questa dirigenza, dove dovrebbe essere ripescata? Purtroppo, chi l’ha gettata in mare le ha tenuto la testa sotto l’acqua per troppo tempo. C’è voluto tempo per tornare a respirare, ma adesso la “Testa” è fuori dall’acqua. Possiamo tornare a nuotare. Sarebbe bello essere in tanti a battere le mani a questi tigrotti indomiti. Magari solo una volta, senza impegno, prova anche tu a venire allo stadio. Costa poco e ci si diverte molto.
Ti aspettiamo!

Flavio Vergani

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