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Calcio champagne per gli oltre 1000 spettatori che hanno scelto di passare la primaverile domenica allo Speroni. Ma, alla fine, brindano solo gli ospiti che dopo essere stati ubriacati dai locali nel primo tempo , trovano il modo di  beffarli all'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero. Infatti, dopo il doppio vantaggio tigrotto (Santana-Pedone) gli ospiti hanno subito una vera e propria lezione di calcio con Pro Patria padrona del campo. Nella ripresa, il Pontisola rimaneva in dieci per una affrettata espulsione di un loro giocatore incappato nell'eccessiva fiscalità dell'arbitro di Nola. E qui, forse, sta l'errore della Pro Patria che calava i ritmi, forse pensando al match di mercoledi prossimo.
Le tigri non graffiavano più, mentre gli ospiti gettavano il cuore oltre l'ostacolo accorciando con Perego, un 1998 di sicuro avvenire.
La Pro Patria reagiva e segnava il terzo goal con Pedone, tornando in letargo con la convinzione di avere il risultato in tasca.
Non era così e complici una serie di cambi che non si rivelavano vincenti si arrivava dapprima alla rete ospite del tre a due con il solito Recino e all'ultimo minuto del tempo di recupero ecco la sciabolata disperata di Pedrocchi che rimbalzava davanti a Guadagnin beffandolo
La sintesi: "olio di Recino" per i tigrotti che hanno perso l'occasione di allungare sul Rezzato, fermato in casa dal Lumezzane e primo processo alle intenzioni da parte degli esigenti tifosi bustocchi.
La prestazione della prima ora di gioco è stata da squadra fuori categoria, nonostante le assenze di Disabato e Le Noci, non i primi che passano. La prestazione di Marcone al suo esordio da titolare di grande valore. Santana super come al solito. Ma, non è bastato. L'analisi non può non comprendere aspetti psicologici figli della situazione che si è venuta a creare in campo, ma il rischio di delegare tutto a questo aspetto e archiviare in fureria il resto è davvero elevato e non va per niente corso.
Occorre dire che chi è entrato in campo nel secondo tempo avrebbe dovuto mangiare l'erba per dimostrare il proprio valore, così non è stato. Essere under non può sempre essere un alibi, oggi è stata una colpa grave e non ci riferiamo a Guadagnin il cui infortunio fa parte del gioco. Ci riferiamo ad atteggiamenti di qualche giovane che non ha inciso come avrebbe dovuto.
Qualcuno tra i tifosi fa ancora confusione sulla regola degli under proponendo soluzioni impossibili, altri non si sono accorti dei crampi che hanno colto Marcone, altri non hanno notato che Pedone è uscito per infortunio che lo mette a rischio per la gara di mercoledi. Quasi tutti danno colpa a mister Javorcic per i cambi. Forse il croato ha qualche responsabilità, ma, forse occorre chiedersi se lo stesso non sia stato tradito da chi è entrato in campo senza il necessario approccio mentale.
Infine, un'analisi oggettiva. Questa squadra ha subito due goal in sette partite con la coppia Zaro -Molnar, mentre ne ha subiti quattro in due partite con la coppia Zaro-Colombo. Se Guadagnin ha rubato il posto a Mangano per il merito conquistato in campo, crediamo che il discorso possa e debba valere anche per il rosso croato. L'allenatore stuzzicato sul tema nicchia e dribbla l'argomento, ma fin da mercoledi prossimo il tema dovrà essere ridiscusso. E, non sarà l'unico.
Flavio Vergani



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