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È un giorno dimenticabile, questo, eppure il mister ci assicura ce ne ricorderemo. E io gli credo. 
Ma gli occhi vagano sul campo dopo la partita, perché sta arrivando Matteo Serafini. È il mio capitano e oggi lo sento, più che mai.
Sia chiaro: io credo in Mario Santana, anche perché PatriziaTesta ha creduto ancora una volta in lui. Ci porterà via da questa serie, stasera sono così matta da non solo pensarlo, bensì scriverlo in barba alla scaramanzia.
Tuttavia, sto rincorrendo con lo sguardo Matteo e una marea di sensazioni mi travolge. Perché lui mi ricorda cosa siamo stati, nella buona e nella cattiva sorte. Lui mi racconta che ogni gesto saggio – anche quando ci metti un po’ a capirlo – è più forte di tutto.
Lui mi ricorda la realtà. Per guidare una squadra, in ogni campo e settore, non bisogna calpestare gli altri, bensì condurli con gentilezza autorevole. E se qualcuno scambia la gentilezza per debolezza, peggio per lui: significa che non è abituato.
Matteo, rivederti qui, sul campo dello Speroni che si colora di tramonto, ma significa alba, è una gioia immensa. Un promemoria, una lezione per il futuro.
Io so che se tutto andrà come sogniamo, tu ci sarai. E ancora di più, che ci possiamo essere noi, ogni giorno, sul campo e fuori. Leali, mai desiderosi di primeggiare costi quel che costi. 
Un unico pensiero: la nostra Pro Patria e una coscienza limpida. Così bello, che sognino insieme.
Marilena Lualdi           
Direttrice del Tigrottino

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