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Durante la gara con la Virtus Bergamo abbiamo avuto modo di conoscere il responsabile marketing della società bergamasca. Trattasi di un importante manager di una multinazionale operante nel varesotto. Un business man dal profilo top e con una visione illuminata del settore ove è chiamato ad operare che gli ha permesso di declinare la stessa strategia nel settore calcistico.
Basta un esempio per comprendere come un dettaglio possa fare la differenza.
Il cambio nome da Alzano Virescit a Virtus Bergamo voluto dal manager, convinto che per gli investitori sia molto diverso sentire che il loro brand verrà accostato a Bergamo, piuttosto che all'Alzano". E, come dargli torto?
A riguardo dei nostri colori, ci diceva:" Se potessi presentarmi dai potenziali sponsor vendendogli il brand Pro Patria, farei metà della fatica a chiudere i contratti e il doppio del fatturato. E' un brand autovendente".
Si consideri che grazie a lui la Virtus ha due main sponsor con investimenti a tre cifre.
Il tutto grazie alla forza del brand che gli strateghi del marketing sanno cogliere al primo battito di ciglia. Per cui, chi oggi ha la fortuna di poter disporre di questo brand, dovrebbe tenerselo ben stretto, valorizzandolo al massimo.
L'apertura dell'e-commerce dedicato al merchandising della Pro Patria è stato lungamente atteso e desiderato dalla tifoseria. Un potenziale canale di vendita di tutto rispetto vista l'awareness del brand tigrotto, ma qualcosa sembra non funzionare a livello di servizio. Più di un tifoso ha fatto presente che la "customer experience" non è certamente esaltante. Problemi di diversa natura stanno incidendo sulla reputation dello store e i feedback non sono del tutto positivi. Nomi please? Beh, lo scrivente, per esempio, ha mandato una mail con richiesta di informazioni mai risposta, il Marco Grecchi ha avuto i suoi problemi per una consegna non impeccabile sotto il punto di vista dell'identificazione del famoso brand, altri hanno manifestato alla società la propria insoddisfazione per disservizi vari. 
Società che, è bene chiarire, non ha nessuna responsabilità su quanto accade, in quanto ha demandato la gestione dell'attività in outsourcing. Una conferma che qualcosa non va per il verso giusto lo si deduce anche guardando la vetrina del sito.
Che a Natale, ossia nel periodo più importante per l'e-commerce, il sito presenti una vetrina riportante un fuori stock di maglie, conferma che c'è molto da migliorare sotto tutti i punti di vista. Chi gestisce il brand Pro Patria ha l'obbligo di sposare la perfezione, sia con la vicinanza ai tifosi, sia con la valorizzazione del brand che si esplica con un servizio impeccabile. Non poter regalare una maglia a Natale ai propri famigliari o amici è un autogoal clamoroso che la nuova Pro Patria non può permettersi. Serve una svolta. Il nostro consiglio è di identificare un punto vendita con alta rotazione di clienti ( Emporium City? Corti abbigliamento?)per dare visibilità al brand e favorire l'acquisto gestendolo in diretta e quindi scegliendo e provando taglie e modelli. Certamente una limitazione per chi abita fuori città, ma si potrebbero abbinare i due canali appena il gestore dell'e-commerce si sarà allineato con gli standard qualitativi di servizio minimi richiesti ad uno store online al servizio della Pro Patria.
Flavio Vergani 

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