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La Pro Patria vince la “corrida” di Lecco per tre a uno con reti di Gucci, Zaro e Disabato. Succede di  tutto e di più in campo e fuori in un pomeriggio tutto da raccontare.
Su un campo in pessime condizioni con “patch” ovunque per coprire le irregolarità del terreno, il big match della prima giornata di ritorno offre emozioni al di là di ogni aspettativa.
Dopo un’occasione da rete fallita da Cottarelli al secondo minuto di gioco, ecco il goal del Lecco che, al minuto ventidue, manda in goal Bertani con un’esecuzione di rara fattura. Un goal che è sembrato un vero e proprio gioiello. Bertani, già ammonito in precedenza, entra in “modalità Bortoluz” imitandone l’esultanza come fece il nostro attaccante dopo il suo goal con il Caravaggio. Ossia, Bertani si arrampica sulla rete festeggiando il goal con i propri tifosi.
Dapprima Zaro e poi Santana fanno notare all’arbitro che trattasi di violazione dell’(assurdo n.d.r.)regolamento che impedisce di esultare aggrapparsi alla rete di recinzione(“superando i confini del terreno di gioco, tanto per essere precisi).
L’arbitro scioglie la riunione a tre e delibera il secondo cartellino per Bertani, spedendolo anticipatamente sotto la doccia.
Da qui in poi si assisterà a tutto, tranne ad una partita di calcio. Il clima diventa da saloon in campo e fuori.
Il presidente del Lecco Di Nunno(ex Seregno, già espulso a Busto a quei tempi), entra in campo e dopo una manata rifilata al signor Monaco viene espulso prendendo anche lui la via degli spogliatoi.
La Pro Patria ha il grande merito di non perdere la testa,  il Lecco invece si, tanto da disunirsi e subire prima una  rete da parte di Zaro, alla mezz’ora ,che l’arbitro annulla, concedendo un rigore ai biancoblù per precedente trattenuta in area. Calcia Santana che manda  la palla a stamparsi sulla traversa. Intanto, il Lecco chiede l’espulsione di Santana per una presunta gomitata rifilata a Rea subito dopo l’esecuzione del penalty, ma l’arbitro dice stabilisce non c’è “reato”.
 Il clima diventa rovente, ma i tigrotti non arretrano di un millimetro fino al goal del pareggio realizzato da Gucci, entrato in campo al posto di Gazo.
Ci si aspetta un recupero di almeno 10 minuti,cinque minuti di extra time.
Si riparte con la Pro Patria subito in goal con Zaro che si lascia andare ad un’esultanza plateale che indispettisce una tribuna già bollente e si becca il giallo.
Il Lecco è sulle ginocchia e dal calcio passa ai calci, con conseguente doppia espulsione per Cavalli e Moleri incappati in due giuste doppie ammonizioni.
Per la Pro Patria entra Disabato che realizza la terza rete e, da questo momento in poi ,la partita diventa pura accademia per la Pro Patria che entra in modalità “tiki taka” per non infierire sull’avversario decimato dalle espulsioni.
Termina il match, vola di tutto in campo, il guardialinee si accascia nel tunnel degli spogliatoi colpito da un corpo contundente, diversi giocatori della Pro Patria vengono colpiti da bottigliette, il primo guardalinee viene bloccato davanti agli spogliatoi da un gruppo di persone inferocite.
In sala stampa il presidente del Lcco Di Nunno attacca pesantemente l’arbitro e la Pro Patria: “vincerà il campionato chi non paga i giocatori e compra le partite”, questa una delle molte  dichiarazioni del primo diregente locale. Patrizia Testa presente in sala stampa minaccia di adire a vie legali per difendere la propria onorabilità. Di Nunno, non contento, attacca anche mister Javorcic, accusandolo di aver rubato la partita. A breve pubblicheremo la registrazione di quanto sopra per documentare l’assurdo epilogo di una partita che avrebbe potuto e dovuto essere di alto livello ma che si è trasformata in una gara senza senso.
La colpa dell'arbitro? Aver applicato un  regolamento assurdo che vieta ad un calciatore di esultare. Ma, fino a  che ci sono le regole, occorre conoscerle e rispettarle. Il buonsenso da tutti invocato è tale se vale sempre e per tutti. Per la Pro Patria non si era avuta pietà, oggi non la si è avuta per il Lecco. Forse, occorre cambiare la regola. Servirebbe poco ed eviterebbe che accada quanto visto oggi a Lecco.

Flavio Vergani

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