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 Hai visto Carlo quanta gente c’era al Redentore? Sembrava lo “Speroni” dei tuoi tempi.
Sei entrato in campo insieme ai tuoi amici di sempre: il Lele e il Marco Magni, il Lorenzo Pisani con la Pamela e il “Folla”.
C’era anche il Capitano Serafini tra il pubblico, con Calzi e mister Cusatis arrivati per fare il tifo per te.
Ma, oggi il Capitano eri tu, dopo che il Giannino ti ha stretto al braccio la sciarpa della Pro Patria.
Il saluto della curva bustocca
Questa volta non sei arrivato con il pullman della squadra ma con un auto che sembrava quella dell’arbitro con quei colori tetri. Tu gli arbitri non li hai mai amati, ricordi l’ultimo che ti ha persino espulso dal campo? Quanto ridere Carlo!
 Per cui, sei sceso in fretta da quell’auto troppo scura per uno chiaro e limpido come te e, appena ti hanno messo la maglia della Pro Patria, le tenebre sono diventate luce. Il bianco e blù hanno illuminato i cuori dei presenti e sullo schermo sembrava di vedere il tuo sorriso e sentire una delle tue solite battute.
A fine partita ti hanno chiamato sotto la curva. Per te c’erano gli striscioni degli ultrà che hanno intonato il canto che più ti piaceva: “uno di noi…Merlino uno di noi…
Poi, un applauso che sembrava non volesse finire più.
Ora sei in viaggio verso la curva della Pro Patria che sta in cielo, dove troverai tanti amici.
La tua ultima volta allo Speroni è stata con il Rezzato, sei andato via con la tristezza nel cuore.
I ragazzi di oggi, che hanno saputo chi eri, hanno promesso che ti regaleranno una gioia forte. Così, anche da lassù, potrai far festa dimenticando il Rezzato.
Ciao Carlo.
F.V.

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