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Inizia un mini campionato di due partite. Un campionato nel quale la Pro Patria parte con due punti in meno di chi le sta davanti.
Due partite secche, quasi una finale con andata e ritorno, seppur l’avversario non sarà lo stesso.
O, forse si, perché quest’anno si è capito davvero poco degli avversari. Tutti forti o quasi, tutti rognosi, tutti pronti a vendere cara la pelle.
Il discorso vale per la Pro Patria, ma anche per il Rezzato grandi firme che quando ha avuto in mano l’ennesimo match ball con il servizio a suo favore ha subito il break di un tennista zoppo, ma non domo.
Vincere due gare su due non è difficile, di più. Basta ricordare quanto accaduto finora. Pali, rigori sbagliati, partite dominate e poi perse, occasioni da rete mancate per un soffio, goal subiti al primo tiro in porta.
Il calcio è la fiera degli imprevisti, tentare di canalizzarlo in uno schema definito diventa un suicidio.
Si rischia di convincersi di una realtà che non esiste e mai esisterà.
Non esiste nulla di scontato, nulla di dovuto, niente di probabile. Inutile pensare che gli avversari giochino senza motivazioni e quanto accaduto a Rezzato lo testimonia. La mancanza di motivazione degli avversari, al limite, significa scarse pressioni e questo sarà un vantaggio per loro da non sottovalutare.
Gli avversari dormiranno serenamente tutta la notte della vigilia, i tigrotti no. Questo vale, ovviamente, per il Darfo, mentre il Ciliverghe avrà ansie di risultato per ottenere i punti salvezza che ancora mancano.
Non dormiranno nemmeno i tifosi che queste vigilie le ricordano tutte perfettamente. Ricordano anche i post partita del dopo Pro Patria Verona (retrocessione in C/2), Pro Patria Padova (mancata promozione in serie B),
Feralpi Salò Pro Patria (mancata promozione in serie C), Pergocrema Pro Patria ( retrocessione in C/2).
Fatti che tengono l’entusiasmo sotto traccia, minano l’ottimismo, ripropongono antichi scenari che hanno lasciato il segno.
La parola d’ordine è quindi condivisa tra i tifosi e i giocatori, nessuna illusione, nessuna convinzione, ma solo determinazione e concentrazione.
Vincere a Ciliverghe sarà durissima, ma i tigrotti non saranno soli e questo dovrà fare la differenza.
Poi, uno scontro diretto da vincere dopo due anni di attesa, anche i numeri hanno la loro legge. Applicatela!

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