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Alessio Marcone con mamma Cinzia

Alessio Marcone, un vecchio under. Infatti, abbina la giovane età (classe 1998)ad una lunghissima permanenza tra le fila della Pro Patria: ben 8 anni.
Andrea Chinello, uno che i talenti li intuisce da lontano, disse di lui dopo averlo visto in campo quest’anno: “ambidestro, fisico importante, questo è forte…”
Risolti i suoi problemi fisici dovuti a qualche infortunio ha dato il suo importante contributo per il raggiungimento della promozione, per cui  merita una vetrina.

Alessio, che emozione hai vissuto grazie a questa promozione?
Grandissima! Sono cresciuto nella Pro Patria, a 10 anni facevo il raccattapalle e poi ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile della Pro Patria. Poi, un infortunio ai legamenti del ginocchio mi ha fermato. Ristabilitomi ho giocato lo scorso anno a Lecco, seppur abbia iniziato l’anno a Busto con mister Bonazzi. Comunque mi sento biancoblù nel profondo dell’anima.

E, quindi, hai giocato contro la Pro Patria vivendo un’emozione particolare.
Solo al ritorno a Lecco, all’andata ero infortunato. Diciamo che in campo l’emozione è evaporata.

Chi ricordi tra i giocatori tigrotti?
Polverini mi piaceva molto, ricordo anche Serafini e Sarno.

Un Lecco da ringraziare per tutto quello che ti ha dato. Soprattutto quest'anno...
Si, ci hanno dato una mano, ho sentito due miei ex compagni prima della gara, conosco la gente di Lecco e i giocatori, sapevo che non avrebbero mollato un centimetro e così è stato.

Bilancio della tua stagione?
Positivo sotto tutti i punti di vista. Ho trovato una squadra che è una famiglia, un compagno di reparto come Scuderi con il quale ho un buon rapporto. I nostri giocatori più esperti un esempio da seguire.

L'avversario che più ti ha messo in difficoltà?
Ferreira Pinto del Pontisola.

E, in allenamento?
Beh, Santana e Le Noci, se non stai concentrato rischi brutte figure. Con la loro tecnica ti inventano qualcosa da un momento all’altro. Per un difensore come me è il meglio che possa chiedere. Sono degli allenatori in campo che ti permettono di migliorarti costantemente. Cito anche Gucci, sulle palle alte è davvero bravo.

Per che squadra fai il tifo?
Per il Napoli. La Promozione della Pro Patria è arrivata nello stesso giorno nel quale il Napoli ha perso la scudetto. Mi sono ampiamente consolato.

Un giocatore al quale ti ispiri.
Sergio Ramos.

Un tuo pregio e un tuo difetto.
Pregio il fatto di essere ambidestro. Difetto è senza dubbio il fatto di essere un po’ macchinoso nei cambi di direzione. Sto lavorando con il mister per correggermi.

Il modulo preferito?
Quest’anno ho avuto qualche difficiltà iniziale nel trovare le misure, ma poi mi sono trovato bene nel 3-5-2.

Ti senti pronto per la serie C?
Non la conosco in quanto non ci ho mai giocato. Sono pronto a mettermi in gioco per capire il mio reale valore in tale realtà.

La mamma non manca mai…
E’ vero, fin dalle giovanili. A quel tempo mi veniva da ridere perché era l’unica presente e si sentiva solo lei. Adesso credo possa “infastidire” meno in quanto ci sono più persone intorno.

Il sogno nel cassetto?
Giocare in serie A

Hobby?
Studio economia e management all’Università Insubria di Varese, il tempo libero che mi rimane lo dedico a Julia, la mia ragazza che mi segue sempre.

Dove vivi?
Lainate

La pole scudetto interessa?
Certamente, vogliamo cucirci addosso lo scudetto dei migliori d’Italia.

Il pubblico di domenica scorsa cosa ti ha trasmesso?
Una fortissima emozione, non avevo mai visto lo stadio così pieno e sapere che erano lì per noi mi ha fatto sentire un forte brivido.

Flavio Vergani

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