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Conferenza stampa post rifinitura ancor più serena del solito quella con mister Javorcic che spazia con disinvoltura tra differenti argomenti senza perdere competenza, equilibrio e razionalità.
Un piacere ascoltare la dialettica dell'allenatore che compensa abbondantemente il suo predecessore davvero avaro di parole.

Come è trascorsa la settimana?
Bene, mi sono rilassato lunedì, martedì fremevo già per tornare in campo. Un momento felice molto fugace che dopo averlo gustato ti fa tornare quello di prima. Rimane il percorso che è stato fatto, lì rimane il vero valore. Il tempo farà apprezzare ancor di più quello che è accaduto.

La sua più grande soddisfazione che  sente sua?
Difficile dire cosa è mio, è stato un lavoro di team. Direi la consapevolezza di aver costruito una vera squadra di calcio con filosofia, etica e lavoro ben radicati nei ragazzi.

Pole scudetto un obiettivo?
Certamente, è un torneo prestigioso ma prima della vittoria viene il rispetto, per cui domani giocheranno i giovani che hanno avuto meno spazio. Prima di tutto il rispetto, la squadra che avete visto oggi in campo e quella che giocherà domani. 

Questa squadra si salverebbe in serie C?
Il livello è simile, il nostro girone è stato molto competitivo. Difficile fare paragoni, ma certamente si si sarebbe potuta confrontare con le ultime della serie C

Cosa differenzia la serie C dalla serie D?
Ieri ho visto la partita di play off a Bergamo, lo scorso anno ho visto 300 partite di serie C, per cui la conosco bene. Diciamo che struttura, esperienza e fisicità sono le differenze importanti.

La pole scudetto fa proseguire la magia della vittoria?
Certamente si, ci si allena con serietà per un obiettivo e questo fa continuare la magia stando tutti insieme.

Virtus Verona con lo stesso allenatore dal 1982...
Una bella storia, mi sono informato sul loro ambiente e ho capito che manda un bel messaggio. In questo calcio fugace e superficiale è bello vedere questo senso di appartenenza.

Se fosse accaduto a Busto quanto successo a Como?
Fa parte dell'imprevedibilità del calcio e questo dà ancora maggior valore alla nostra impresa. L'Alessandria lo scorso anno perse la promozione pareggiando con una squadra già retrocessa. Se non si riescono a gestire le emozioni il rischio di sbagliare è alto.

Ha ricevuto i complimenti da Rezzato?
Si, mi hanno chiamato alcune giocatori e l'allenatore complimentandosi e riconoscendoci con sportività la vittoria. Questo gli fa onore, mi hanno fatto piacere questi messaggi di riconoscenza.
Ho ricevuto molti complimenti anche da altri, persino dalla serie A. Quando si vince chiamano tutti, fa piacere, ma so riconoscere i complimenti  veri da quelli di circostanza che fanno parte del nostro mondo.
Anche qualche proposta...?
Da Rezzato no, ovviamente qualcun'altro ha fatto sondaggi per capire la mia posizione. Il contratto scade a fine giugno, ne parlerò con la società, ma. ovviamente, la mia scelta prioritaria è di rimanere a Busto se mi venisse chiesto.

Aver accettato di guidare la Pro Patria nelle ultime tre partite dello scorso anno è stato un merito che ha pagato quest'anno?
Si, grazie a mia moglie che, come tutte le donne, è sempre avanti. Mi ha convinto che questo fosse il modo per ripartire e avere un'opportunità. Aveva ragione.

Sua moglie cosa le ha consigliato per il prossimo anno?
Non si è ancora espressa, ma credo sia corretto e per rispetto verso il club e la piazza sia quello di parlarne per dare attenzioni a questa società.

Quando vi siederete al tavolo con la società chiederà garanzie a riguardo delle strutture ?
Certamente si, è il mio strumento di lavoro,  le infrastrutture sono indispensabili per la crescita. Il campo in sintetico è un "must" per crescere. Il nostro Mario ha fatto miracoli quest'anno, ma negli ultimi mesi ha avuto troppi problemi. La cultura e la mentalità che prevedono il gioco e non servire le punte a pallonate devono prevedere un campo in sintetico. Guardate Monza, Pordenone, Novara, Atalanta, sono cresciute grazie alle strutture. La Pro Patria ha un valore sociale che può fare da traino 
per la città. Si cresce solo con queste disponibilità di strutture.

Per cui, vittoria che vale doppio, visto che è stata ottenuta senza strutture.
Certamente, grazie alla presidente e al direttore che ci hanno permesso di lavorare con serenità.

Una presidentessa donna che incide in qualche modo?
Si, un valore aggiunto in termini di sensibilità nel rapporto umano. E' legata al territorio a differenza di imprenditori che vengono da fuori che spesso non hanno il senso di appartenenza. Ricordo di lei quando dopo la vittoria a Lecco è salita sul nostro pullman e con poche parole ci ha fatto capire il suo valore. Quel momento è stato uno dei più belli della nostra annata.
 Patrizia Testa ha affrontato con dignità e equilibrio la conferenza stampa, non era facile visto che abbiamo preso botte e parole per tutto il pomeriggio.

Questo calcio di serie C è in crisi?
Certamente, qualcosa deve cambiare, le vicende di Modena, Vicenza e l'ultima con la retrocessione a tavolino del Santarcangelo sono realtà inaccettabili. Se fosse capitato a noi? Cosa avremmo detto?

Al termine della partita di domenica scorsa lo speaker del Mantova ha annunciato la promozione della Pro Patria che è stata applaudita da tutto lo stadio che non ama la dirigenza del Rezzato. Sente che quell'applauso sia stato rivolto anche a lei?
Non lo so, io cerco di essere sempre me stesso, a volte mi riesce vincere a volte no. 

E' arrivato anche un messaggio da parte di De Paola, allenatore della Pergolettese? 
No, nessun messaggio. Diciamo che sono rimasto sorpreso dalle sue previsioni. Prima ha detto che la Pro Patria ha sbagliato l'approccio alla partita con i cremaschi, dicendo che si aspettava mordessimo le caviglie come loro avrebbero fatto la settimana dopo con il Crema, ma poi hanno perso. Ha detto che il campionato era chiuso a favore del Rezzato, abbiamo vinto noi. La vita, a volte, sa essere giusta!
Flavio Vergani







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