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Da piccoli quando si sfogliano i libri e non si sa leggere si guardano le figure… da grandi si leggono le pagine ma le foto sono sempre le prime ad attrarre l’attenzione, proprio come da piccoli. Giovanni Garavaglia era un bravissimo fotografo, che immortalava immagini che tutti noi abbiamo visto in internet o sulla carta stampata. Quando allo stadio si apriva il "tigrottino", ecco per prime le immagini del “GioGaravaglia” come si faceva chiamare lui, rappresentazioni visive che attraevano tutti coloro che osservando quelle pagine riconoscevano immediatamente i suoi scatti.ecco quanto sono sempre importanti le foto...in ogni contesto e il Gio lo sapeva. Il Gio era un uomo davvero incredibile. Sempre attento ad ogni singolo movimento della partita sempre attento a cogliere le diverse sfumature dello Speroni. Con lui l’anno scorso abbiamo “visualizzato” giorno dopo giorno la nostra cavalcata vincente.Giovanni come detto sopra è entrato nella nostra memoria storica visiva, con molte immagini che ci ricorderemo per sempre. Le facce tristi dei tifosi dopo una retrocessione o una sconfitta casalinga, ma anche le risa di tutti noi ad ogni promozione, e vittoria….e lui rideva con noi….sempre con la sua immancabile “amica” in mano. La macchina fotografica che non lasciava mai, come se fosse l a sua bimba da custodire. In sala stampa era uno dei primi ad arrivare, spesso già “armato” di una immensa volontà di immortalare i presenti seduti ad aspettare il mister o qualche dirigente. Ricordo di lui le passeggiate appena fuori gli spogliatoi, sempre a scattare foto allo Speroni o ad aspettare giocatori e dirigenti per mitizzarne i loro visi o i loro aspetti più particolari. Con il cappellino di paglia, con la divisa della “stampa”, con la t-shirt della Pro, o con una giacca a vento che lo avvolgeva a bordo campo, ognuno di noi lo ricorda a modo suo. Io lo voglio ricordare con la sua foto del profilo, con lui raggiante davanti al cavalletto che sostiene il pallone della serie D….con dietro un cielo azzurro…proprio quel cielo che lo accompagnerà adesso per il resto del suo cammino. La sua foto invece che mi legherà sempre a lui, è quella dei tifosi aggrappati alla recinzione a festeggiare l’ultimo campionato vinto.  In fondo aveva vinto anche lui con noi quella stagione lunga e faticosa. Ciao Gio ti ho voluto bene davvero…grazie per le tue emozioni….e per le bellissime immagini che ci hai donato…

In fondo………Che cos’è una foto?

È imprimere in un attimo la vita….perchè in fondo della vita non durano che gli attimi.
Simone Merlotti

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