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Anche nel calcio ormai si è arrivati alla frutta per non dire al caffè e al conto. Ieri il conto lo ha pagato il Pro Piacenza, dopo aver vissuto non una, ma la pagina più brutta di un campionato di serie C. In una Italia dove regnano sovrani, sotterfugi, un fitto sottobosco di gente poco qualificata, e metodi inusuali per fare qualsiasi cosa e svicolare le regole, anche nel football nostrano si è arrivati a creare la stessa identica cosa. Ormai molte società si iscrivono al campionato, cercando poi, durante la stagione di inventarsi i modi di tirare a campare, sempre più macchiavellici e variegati. Chi paga per tutto questo?. In primis quelle società pulite che vedono in questi escamotage la perdita della loro credibilità. Si fa di tutto per risultare intonsi e veritieri, e poi ecco che arrivano coloro che “sporcano” un ambiente che dovrebbe essere il più pulito e bello del mondo. In secondo piano ecco i giocatori, che vedono passare mesi senza stipendi e svincolandosi non trovano comunque destinazioni sicure, visto i lunghi stop e il basso livello del loro allenamento fisico. E per terzo l’Italia calcistica completa, che con il match di Cuneo Piacenza, è diventata credo lo zimbello di tutto il mondo. Non passa di certo inosservata una sconfitta per 20 a 0. Davvero bella pubblicità per la nostra penisola, che spesso viene già derisa per altre motivazioni! Chi si prende le responsabilità? Nessuno! perché tanto mai nessuno si prende le proprie colpe in questo paese, e anche qui nessuno si prenderà responsabilità, per aver inserito in un campionato compagini prive dei criteri più basilari per la partecipazione ad un torneo professionistico…. Non vogliamo entrare nelle storie di certi club, ci mancherebbe nessuno giudica nessuno, ma è assurdo vedere società sprofondare nel ridicolo e perdere quel blasone che molte di loro si sono duramente conquistate sul campo.
Eppure basterebbe poco, cavolo davvero poco! 3 regole semplici che parecchi hanno già suggerito per arrivare alla più completa catarsi calcistica.
1-Alla fine del torneo in corso il pagamento entro una data (tassativa!) degli stipendi e il rilascio della fideiussione atta a garantire la continuità per l’anno a seguire
2-Il pagamento entro pochi giorni dalla fine del torneo, dell’iscrizione al prossimo campionato e la presentazione di tutta la documentazione necessaria.
3-Entro fine giugno al massimo inizio luglio avere i calendari delle varie serie.
Oltre non si accettano sotterfugi, cambi di nome, e arrampicate verso campionati senza merito!
Sembra facile, ma ad oggi invece, si fa di tutto per rendere questi tre punti così semplici davvero arzigogolati. Ognuno di noi ha delle bollette o delle tasse da pagare. Entro una data, al massimo pochi giorni dopo bisogna adempiere al saldo, altrimenti arrivano le more o addirittura ti tagliano la luce e il gas. Qui chi non è in regola deve perdere la possibilità di iscriversi. Un taglio netto al di là del nome più o meno blasonato. Siamo un popolo che è orgoglioso di ogni nostra tradizione, anche quella calcistica, oggi la nostra bravura in questo sport sta assottigliandosi sempre più. Non siamo andati ai mondiali, facciamo fatica a trovare giovani bravi, le scuole calcio non ci sono quasi più, gli osservatori vanno in paesi sperduti prima di cercare da noi bravi elementi. Se ci mettiamo pure che la credibilità di certi campionati è in bilico….dove stiamo andando? Spero che si possa arrivare ad una rapida soluzione perché il pubblico è stufo di partecipare a simili scempi.

Simone Merlotti

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